Dopo la proposta di Roma sulle ZTL, Motus-E chiede regole uniformi e gradualità.
L’idea che anche le auto elettriche possano pagare un onere annuale per entrare in ZTL accende un dibattito che va oltre il caso specifico di Roma. È su questo punto che Motus-E ha deciso di intervenire con una lettera aperta indirizzata all’ANCI e al suo presidente, Gaetano Manfredi, chiedendo un cambio di passo: meno interventi estemporanei e più “visione sistemica”, capace di accompagnare la transizione senza creare scosse di fiducia tra cittadini, imprese e amministrazioni.
La miccia, infatti, è la proposta di Roma Capitale di introdurre un contributo per l’accesso alle ZTL anche per i veicoli a batteria: una scelta che la filiera dell’elettrico definisce con “sgomento e profonda preoccupazione”, soprattutto per il messaggio che rischia di trasmettere a chi ha investito (anche economicamente) nella svolta. Nella lettera si legge che “l’incertezza normativa” generata da provvedimenti di questo tipo finisce per penalizzare “in primis l’utenza privata”, ma anche le imprese che hanno rinnovato le flotte e che hanno investito nelle colonnine di ricarica pubbliche.
Il nodo centrale non è soltanto “quanto” si paga, ma “come” e “quando” si decide. Motus-E richiama l’assenza di un preventivo coordinamento e di un confronto con gli attori della filiera, evidenziando un rischio preciso: “incrinare il rapporto di fiducia con quei cittadini che, incoraggiati dalle politiche nazionali e locali, hanno compiuto un investimento importante per il rinnovo del parco circolante”. In altre parole, se l’orizzonte delle regole cambia all’improvviso, la transizione perde credibilità proprio nel momento in cui dovrebbe guadagnare consenso.
C’è poi un elemento di proporzione che la lettera mette nero su bianco: in un contesto in cui la mobilità elettrica vale ancora meno dell’1,5% del parco circolante della Città Metropolitana di Roma, intervenire con una misura di ampia portata viene ritenuto “prematuro e contraddittorio”. Per questo, Motus-E propone un approccio diverso: “privilegiare tempistiche più dilatate e l’adozione di logiche di gradualità”, prevedendo un periodo transitorio e una possibile modulazione del contributo “sulla base degli accessi effettivi”, sostenuta da un monitoraggio dei flussi e da una valutazione periodica degli impatti.
Il caso romano, però, viene letto come sintomo di un problema più grande: la disomogeneità delle regole e dei processi tra città e territori. Nella lettera all’ANCI, Motus-E parla di “eterogeneità dei processi autorizzativi” e segnala oneri considerati poco sensati (come TARI o canoni pubblicitari applicati alle infrastrutture di ricarica), oltre alla difficoltà di tutelare gli stalli dedicati, spesso occupati abusivamente o soggetti a vandalismi senza interventi efficaci. È un elenco di frizioni quotidiane che, sommate, rallentano la diffusione delle colonnine di ricarica e complicano la vita a chi sceglie le auto elettriche.
Il messaggio finale punta alla sostanza: serve una pianificazione strutturata che non opponga obiettivi tra loro, ma li tenga insieme. Nelle parole della comunicazione, “è fondamentale che il dialogo con i Comuni si sposti su un piano di programmazione strutturata”, capace di coniugare riduzione della congestione, tutela della qualità dell’aria e abbattimento dell’inquinamento acustico, “obiettivi in cui il vettore elettrico è un alleato insostituibile”. E soprattutto, conclude Motus-E, solo “attraverso un confronto costruttivo e una reale armonizzazione delle regole” la transizione può diventare un percorso di opportunità, crescita occupazionale e miglioramento della vita urbana, invece che una sequenza di stop-and-go regolatori.
IN BREVE
- Documento: lettera aperta su auto elettriche e ZTL
- Mittente: Motus-E (filiera italiana della mobilità elettrica)
- Destinatario: ANCI – Presidente Gaetano Manfredi
- Caso che fa scattare l’appello: proposta di Roma Capitale di introdurre un onere annuale per l’accesso alle ZTLanche per le elettriche
- Criticità evidenziate: incertezza normativa; provvedimenti annunciati senza coordinamento; rischio di perdita di fiducia dei cittadini e degli operatori
- Dato citato: elettrico ancora < 1,5% del parco circolante nella Città Metropolitana di Roma
- Richieste principali: programmazione strutturata; armonizzazione e semplificazione; gradualità con periodo transitorio; contributi modulati sugli accessi; monitoraggio dei flussi e valutazione periodica degli impatti
- Focus infrastrutture: tutela degli stalli e sviluppo delle colonnine di ricarica senza oneri impropri (es. TARI/canoni pubblicitari)

