Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Pillole d’Europa » Roaming, evasione e… Le risposte dell’Europa

Roaming, evasione e… Le risposte dell’Europa

Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
NUMERO 45 – 2013

TAGLI ALLE TARIFFE ROAMING, PATTO INDUSTRIALE EUROPEO, NUOVE MISURE CONTRO L’EVASIONE, TUTELA DEI DATI PERSONALI, ELEZIONI EUROPEE, DIFESA DELL’ITALIANO, I ROM, APPRENDISTATO IN EUROPA
In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – europainforma@gmail.com


Domanda: è vero che dovremo eleggere il Presidente della Commissione europea? Ludovica Unnersi

Risposta: Sì e i candidati per l’incarico di Presidente della Commissione europea devono presentare i loro programmi politici in tutti i paesi dell’Unione Europea e devono tenere una serie di dibattiti pubblici. Per gli eurodeputati, i partiti politici europei devono essere indicati sulle schede elettorali insieme a quelli nazionali e il nome dei loro candidati comunicato prima delle elezioni, in tempo per condurre un’estensiva campagna elettorale su tematiche europee. Le raccomandazioni agli Stati membri dell’UE e ai partiti politici per migliorare l’organizzazione delle prossime elezioni europee sono state riportate in una risoluzione di Andrew Duff (ALDE, UK), approvata con 507 voti favorevoli, 120 voti contrari e 18 astensioni al Parlamento europeo.

Domanda: cosa sta facendo l’Europa per la disoccupazione giovanile che mi pare sia un problema diffuso nei 28 Stati dell’Unione? Io sono un imprenditore del settore legno e cerco giovani in apprendistato, ci sono opportunità? Rosario Triboli

Risposta: è stato creato di recente un ampio partenariato tra i principali attori del mondo del lavoro e del settore dell’istruzione in Europa: l’obiettivo è lottare contro la disoccupazione giovanile, migliorare la qualità della formazione professionale e aumentare l’offerta di contratti di apprendistato in tutta l’Unione Europea. Nel quadro del concorso internazionale di competenze professionali “WorldSkills 2013”, i commissari europei Androulla Vassiliou (Istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù) e László Andor (Occupazione, affari sociali e inclusione) hanno inaugurato a Lipsia, in Germania, l’Alleanza europea per l’apprendistato. Tramite l’Alleanza si cercherà inoltre di indurre un cambiamento di paradigma culturale nei confronti dell’apprendistato. In particolare saranno individuati i programmi di apprendistato più efficaci e saranno applicate le soluzioni più adatte per ciascuno Stato membro.L’attività dell’Alleanza è sostenuta dalla prima dichiarazione comune della Commissione europea, della presidenza del Consiglio dei ministri dell’UE e delle parti sociali a livello europeo, vale a dire Confederazione europea dei sindacati (CES) ETUC, BusinessEurope, Centro europeo delle imprese a partecipazione pubblica e delle imprese di interesse economico generale – CEEP e Unione europea dell’artigianato e delle piccole e medie imprese – UEAPME. L’Alleanza promuove misure che saranno finanziate dal Fondo sociale europeo, dall’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile e dal programma Erasmusplus, il nuovo programma dell’UE per l’istruzione, la formazione e la gioventù. Nei paesi che dispongono di efficaci sistemi di istruzione e formazione professionale (IFP) quali la Germania, la Danimarca, i Paesi Bassi e l’Austria, il tasso di disoccupazione giovanile è spesso più basso (nel marzo 2013 tassi più bassi si sono appunto registrati in Germania e Austria – entrambe con il 7,6% – e nei Paesi Bassi (10,5%) mentre i tassi più elevati erano quelli di Grecia (59,1% nel gennaio 2013), Spagna (55,9%), Italia (38,4%) e Portogallo (38,3%)). Nel suo ultimo esame trimestrale sull’occupazione e sulla situazione sociale nell’UE la Commissione europea ha sottolineato che l’apprendistato e i tirocini sono spesso un trampolino verso un posto di lavoro fisso. Questo è il motivo per cui l’apprendistato è un elemento fondamentale della Garanzia per i giovani, proposta dalla Commissione nel dicembre 2012 nell’ambito del Pacchetto sull’occupazione giovanile e adottato in aprile 2013. In Italia ad esempio le segnalo il master in apprendistato realizzato dal Politecnico di Milano in collaborazione con il CeSRL- Centro Studi e Ricerche sul Legno per settori quali ad esempio diagnostica, restauro e conservazione dei beni culturali in legno e design del prodotto industriale. Questo progetto nasce con l’intenzione di dare alle aziende del comparto legno la possibilità di assumere, con contratti in apprendistato, personale specializzato e di attivare una rete di collaborazioni e scambi con enti e aziende di settore sia nazionali sia esteri. Il contratto di apprendistato in alta formazione consente il conseguimento di un duplice obiettivo: per le aziende, il Master costituisce l’opportunità per assumere talenti, accrescere velocemente il livello delle competenze dei migliori neoassunti e attivare una collaborazione proficua con le Università e i Consorzi universitari; per i laureati di primo e secondo livello, il Master in apprendistato costituisce un elemento di forte attrazione per la possibilità di essere inseriti in azienda e contemporaneamente di frequentare un master universitario. I costi di partecipazione al Master sono interamente coperti da finanziamenti regionali.

Domanda: ho letto che c’è un patto industriale per l’Europa, di cosa si tratta? Emilio Bortoni

Risposta: L’obiettivo del Patto industriale (Industrial Compact) è quello di invertire il declino del ruolo dell’industria in Europa e portare il settore manifatturiero dall’attuale 15% al 20% del PIL Ue entro il 2020. Come delineato in una Comunicazione della Commissione europea, l’azione si concentrerà su quattro settori principali: 1. gli investimenti nelle nuove tecnologie e nell’innovazione; 2. l’accesso ai mercati; 3. l’accesso ai finanziamenti e ai mercati dei capitali; 4. il capitale umano e le competenze. Il Piano europeo per l’imprenditorialità mira a liberare le potenzialità imprenditoriali, a rimuovere gli ostacoli esistenti e a rivoluzionare la cultura dell’imprenditorialità in Europa. Il Piano prevede una serie di interventi che la Commissione e gli Stati membri sono invitati a prendere nei campi seguenti: istruire e formare all’imprenditorialità; creare un contesto favorevole alla crescita delle imprese; facilitare l’accesso ai finanziamenti; semplificare le procedure amministrative; sostenere le nuove imprese nelle fasi cruciali del loro ciclo vitale; attivare azioni a favore dell’imprenditorialità femminile; incoraggiare nuove opportunità imprenditoriali nell’era digitale; dare una seconda opportunità per gli imprenditori onesti che fanno fallimento.

Domanda: è vero che da luglio sono previsti nuovi tagli alle tariffe di roaming: -36% per il traffico dati e roaming 15 volte meno caro in Croazia? Carla Nutti

Risposta: a partire dal primo luglio 2013 il regolamento dell’Unione europea sul roaming ha ridotto del 36% i limiti tariffari per il download di dati da cellulare, rendendo così molto più economico l’accesso a mappe, contenuti video, e-mail e social network se si viaggia in altri paesi dell’UE. Nel 2013, infatti, il roaming dati sarà fino al 91% meno caro del 2007. Inoltre, in questo arco di tempo il volume del mercato di roaming dati è cresciuto del 630%. Queste due tendenze porteranno, grazie agli sforzi compiuti dall’UE, nuove e significative opportunità per i consumatori e gli operatori di telefonia mobile. Dal 2007 l’UE ha ridotto i prezzi al dettaglio di chiamate, SMS e dati di oltre l’80%. La Croazia entrata a luglio a far parte dell’UE consente un risparmio eccezionale grazie alla riduzione di quasi 15 volte del costo per il traffico dati e di 10 volte per chiamate e SMS verso altri paesi UE. I nuovi limiti tariffari, che entrano in vigore il 1° luglio 2013, sono i seguenti:

• download di dati o navigazione internet – 45 centesimi/Megabyte (MB) (addebitati per Kilobyte utilizzato) + IVA (-36% rispetto al 2012);

• chiamate effettuate – 24 centesimi/minuto + IVA (-17% rispetto al 2012);

• chiamate ricevute – 7 centesimi/minuto + IVA (-12,5% rispetto al 2012);

• invio di SMS – 8 centesimi/minuto + IVA (-11% rispetto al 2012).

Gli operatori rimarranno liberi di offrire tariffe più basse (alcuni hanno già iniziato a eliminare interamente i costi aggiuntivi per il traffico voce e SMS in roaming), o di proporre un’area roaming-free in una determinata regione d’Europa. I consumatori europei tuttavia non dispongono della velocità di connessione a banda larga per cui pagano. Da un nuovo studio della Commissione europea sulle prestazioni della banda larga fissa risulta che gli utenti ricevono, in media, soltanto il 74% della velocità pubblicizzata dal servizio per cui hanno pagato. I risultati principali dello studio mostrano che la velocità di trasmissione dati via cavo è la più affidabile. La media europea del 74% cela variazioni significative a seconda delle tecnologie utilizzate. I servizi xDSL forniscono solo il 63,3% della velocità di trasmissione pubblicizzata, in confronto al 91,4% della connessione via cavo e all’84,4% delle reti FTTx.

Domanda: ma la Commissione europea cofinanzia anche progetti di istruzione e cooperazione con Paesi Terzi? Marta Battrei

Risposta: Sì. Istruzione e formazione sono strumenti essenziali per aumentare le possibilità di inserirsi nel mercato del lavoro. E’ quanto è emerso anche dal rapporto annuale dell’OCSE “Sguardi sull’educazione 2013”, documento che analizza i sistemi educativi di 34 Paesi membri e ne rileva carenze e punti di forza. L’OCSE sottolinea soprattutto che investire in un’istruzione e una formazione di qualità è una strategia che si rivela sempre vincente a lungo termine. Una posizione ribadita anche dalla stessa Commissione europea di recente, in occasione della presentazione del nuovo programma Ue per rafforzare la cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo per il periodo 2014-2020. Androulla Vassiliou, Commissaria all’Istruzione, cultura e politiche giovanili, ha inoltre ricordato gli esiti positivi dei programmi Erasmus Mundus e Tempus proprio in termini di fornire un’istruzione e una formazione di punta. I 140 milioni stanziati nel periodo 2007-2014 hanno permesso di realizzare programmi di scambio tra i Paesi Ue e i Paesi della sponda sud del Mediterraneo. Ai programmi hanno aderito più di 200 università dell’Africa settentrionale, del Medio Oriente e della Ue, con un’importante partecipazione di studenti e docenti. Più di 4500 studenti della sponda meridionale del Mediterraneo hanno potuto svolgere parte dei loro studi in Europa e circa 750 accademici hanno potuto partecipare allo scambio.

Domanda: come mamma sono sempre più basita dinanzi al proliferare di nuove droghe sintetiche, cosa fa l’Europa per tutelare i nostri figli? Rosita Galli

Risposta: la Commissione europea è attiva da diversi anni contro l’uso e il traffico illecito di droga, ed ha, ad esempio, proposto un divieto per la droga sintetica “5-IT” sul territorio dell’Unione. Questa nuova droga sintetica, che ha infatti effetti allucinogeni, è una sostanza psicoattiva nociva, che può avere effetti letali. Secondo l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), il consumo di droga nell’UE è all’origine di 6500-9000 morti all’anno (per overdose). Nell’UE vi sono 2 milioni di persone che consumano droghe, metà dei quali per iniezione. L’incidenza dell’HIV fra quanti s’iniettano droghe è scesa nel periodo 2001-2005, ma nel 2005 ammontava ancora a circa 3 500 nuovi casi. La strategia dell’UE in materia di droga mira a proteggere la salute pubblica e a promuovere la coesione sociale mediante la prevenzione e la riduzione dell’uso di stupefacenti. Si concentra sui due elementi chiave della politica contro la droga (ridurre la domanda e l’offerta) e si articola su tre assi trasversali: coordinamento, cooperazione internazionale e informazione, ricerca e valutazione.

Domanda: Quale sarà la “Capitale verde europea” del 2016?

Risposta: per ora non si sa. La Commissione ha lanciato il concorso per scegliere la “Capitale verde europea” per il 2016, che designa la città europea più all’avanguardia nel proporre modi di vita urbana rispettose dell’ambiente. Una Capitale verde europea non si distingue solo per ambiente più pulito, ma anche per posti di lavoro creati, investimenti nel turismo e un’ottima reputazione a livello internazionale. Le città dei 28 Stati membri dell’UE, dei paesi in via di adesione e dei paesi candidati possono candidarsi online (www.europeangreencapital.eu) fino a giovedì 17 ottobre 2013.

Domanda: ma si parla tanti di evasione fiscale, ci sono degli strumenti attivi in Europa?

Risposta: La Commissione europea ha inviato il 20 giugno dei pareri motivati a Belgio, Grecia, Finlandia (provincia di Åland), Italia e Polonia per chiedere a questi Paesi di notificare il recepimento nel diritto nazionale della direttiva sulla cooperazione amministrativa. Questa direttiva mira ad accrescere la trasparenza, a migliorare lo scambio di informazioni e a intensificare la cooperazione transfrontaliera, diposizioni che rafforzeranno in modo sostanziale l’efficienza delle amministrazioni nazionali nell’individuare gli evasori fiscali.

Domanda: chi ci tutela i dati personali in Europa? Lisa Facchini

Risposta: Sono in arrivo nuove misure a tutela dei consumatori, in caso di perdita di dati personali nel settore delle telecomunicazioni, su tutto il territorio dell’Unione Europea. La Commissione Europea, con un regolamento ha introdotto nuovi e più rigidi principi a protezione di una serie di dati personali in possesso agli operatori delle telecomunicazioni relativi ai propri clienti. Grazie a questo regolamento, i clienti avranno ulteriori garanzie circa le eventuali problematiche che potrebbero scaturire da un uso scorretto dei propri dati personali. La Commissione intende inoltre incentivare le imprese a criptare, cifrare i dati personali in modo che questi non possano essere utilizzati da chi non sia autorizzato. Inoltre la Commissione europea ha deciso di incentivare l’utilizzo del cosiddetto cloud computing, affidando a degli esperti l’individuazione di clausole contrattuali sicure ed eque. Gli esperti saranno selezionati fra rappresentanti di fornitori di servizi di cloud computing, consumatori e piccole imprese, mondo accademico e operatori del settore giuridico. Questo appello rientra nell’azione intrapresa dalla Commissione per aumentare la fiducia in questo genere di servizi sfruttandone il potenziale economico e flessibile, al fine di stimolare la produttività economica in Europa , tutelando però i cittadini.

Domanda: è una mia impressione o sono aumentati i Rom in Italia? Umberto Prandi

Risposta: sono aumentati e la Commissione europea ha invitato gli Stati membri a rispettare i loro impegni per garantire la parità di trattamento e a fare di più per migliorare l’integrazione economica e sociale dei 10-12 milioni di Rom che vivono in Europa. Gli Stati membri avranno due anni di tempo per applicare misure concrete in grado di cambiare realmente la situazione dei Rom. L’integrazione dei Rom è nell’interesse degli Stati membri, specialmente di quelli che contano una numerosa minoranza Rom. I Rom rappresentano una proporzione significativa e crescente della popolazione in età scolare e della futura forza lavoro. In paesi come la Bulgaria e la Romania, una persona su quattro/cinque che entrano per la prima volta nel mercato del lavoro è Rom. I fondi strutturali dell’UE – il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) – sono stati mobilitati per potenziare gli impegni nazionali e costituiscono, insieme ai bilanci nazionali, una leva finanziaria fondamentale per garantire che le strategie nazionali di integrazione dei Rom si traducano in un’effettiva inclusione socioeconomica delle comunità Rom. Ma nonostante i tre fondi forniscano in tutto 50 miliardi di euro l’anno, le risorse stanziate a favore delle persone svantaggiate, compresi i Rom, non sono sufficienti.

Domanda: tutti chiedono tutela, ma chi tutela la lingua italiana? Roberta Trani

Risposta: esiste la Rete per l’eccellenza dell’italiano istituzionale (REI) che è una rete di professionisti creata su impulso del Dipartimento italiano della Direzione generale Traduzione della Commissione europea. Avviata nel 2005, la rete riunisce esponenti delle istituzioni europee, della pubblica amministrazione italiana e dell’amministrazione svizzera, di università, enti e associazioni. L’obiettivo della rete è promuovere un italiano istituzionale chiaro, comprensibile e accessibile a tutti, garantendo nel contempo un elevato livello qualitativo. La rete di professionisti opera sulla base di un Accordo di collaborazione professionale e del suo regolamento interno, che ne definiscono la struttura. I lavori si svolgono nell’ambito di Gruppi di lavoro tematici i cui risultati sono presentati in occasione delle giornate REI e sono raccolte nei relativi atti. I membri della rete REI si riuniscono almeno una volta all’anno per una giornata di studi, alternando quando possibile la sede tra Bruxelles, Roma e Lussemburgo (http://ec.europa.eu/rei). Avvicinarsi all’immenso patrimonio culturale dell’Italia, approfondire relazioni personali e di lavoro e, perché no, concedersi con maggiore frequenza viaggi nel Belpaese: sono queste le principali motivazioni che spingono gli stranieri, e in particolare i giovani studenti europei, ad imparare o migliorare la propria conoscenza della lingua italiana. Il quadro è tracciato da un recente Rapporto sull’attività dell’ASILS, Associazione Scuole di Italiano come Lingua Seconda, realizzato dal Centro Studi Turistici di Firenze. L’Italiano è un patrimonio inestimabile e lo testimoniano gli oltre ventimila stranieri che ogni anno vengono nel nostro Paese per approfondire gli aspetti linguistici e quelli culturali, studiando ad esempio nelle scuole ASILS.