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Rischiatutto, seconda puntata: il gioco decolla, Fiorello non graffia

 

Un clima a metà tra un pranzo dei cento giorni delle superiori (per chi non lo sapesse, è un'usanza abbastanza recente nella quale professori e studenti si riuniscono al ristorante tre mesi prima degli esami di Stato) e un trigesimo: si potrebbe definire così il mood della seconda puntata di Rischiatutto, andata in onda venerdì sera su Rai1, tra entrata nel vivo del gioco e una ricca aneddotica su Mike Bongiorno.

 

Anche per questa occasione Fabio Fazio ha puntato al media event: dopo i vip concorrenti della prima puntata, spazio al ritorno di Fiorello in televisione a cinque anni da Il più grande spettacolo dopo il week end. Lo showman siciliano ha approfittato del suo periodo di astinenza dal video per un breve monologo – dall'altra parte occorreva pur contrastare Ciao Darwin – ma a parte la battuta sul direttore generale Antonio Campo Dall'Orto (“Dieci anni fa se uno coi capelli lunghi si fosse presentato in Rai sarebbero arrivati i carabinieri”) non è che sia apparso in grande spolvero (la battuta sulla Ruota della Fortuna presentata da Renzi ce la saremmo aspettata da Panariello). Ma era pur vero che Fiorello era lì per prestarsi come Materia vivente, la grande novità di questo remake di Rischiatutto all'interno del mitico Tabellone. Per gli one man show ci sarà tempo.

 

A livello di giocabilità la seconda puntata si è rivelata più godibile dell'esordio: il quiz è diventato molto più scorrevole, lo svolgimento si è rivelato molto più comprensibile a differenza di quanto successo nella premiere, nella quale i vip si perdevano in inutili siparietti che ostacolavano la comprensione del gioco ai telespettatori più giovani.

 

Un grande format del passato deve tuttavia scontrarsi con il panorama attuale: i concorrenti non possiedono più la cultura enciclopedica degli anni Settanta e questo porta qualcuno a commettere qualche défaillance anche nella propria materia (una signora sulla “sua” Marilyn Monroe ha fatto quasi scena muta).

 

Molto valida invece la conduzione: Fabio Fazio non è un erede di Mike Bongiorno ma il suo stile, summa dei suoi programmi precedenti, qui si presta benissimo. Se solo si togliesse quell'aria da bambino al luna park sarebbe meno stucchevole. Ottima soprattutto la “valletta” Matilde Gioli, brava a punzecchiare il conduttore nei momenti giusti. Ma dov'era stata tutto questo tempo?

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