SALUTE E PROGETTI HORIZON, FONDI COMUNITARI PER L’INNOVAZIONE, AIUTI AI SINDACATI - Affaritaliani.it

Pillole d'Europa

Ultimo aggiornamento: 19:43

SALUTE E PROGETTI HORIZON, FONDI COMUNITARI PER L’INNOVAZIONE, AIUTI AI SINDACATI

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI

di Cinzia Boschieero

Domanda: ci sono dei progetti di ricerca europei sull’Alzheimer? Lucilla Guspino
Risposta
: sì. Ci sono diversi progetti di ricerca su questa patologia che affligge milioni di cittadini e che sta aumentando con la longevità negli Stati occidentali. Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza. La malattia di Alzheimer rappresenta una delle principali sfide mediche e sociali, con oltre sette milioni di persone colpite nella sola Unione Europea, un numero destinato a raddoppiare entro il 2050. Per milioni di europei e per i servizi sanitari che li assistono è ancora senza cura, ma i ricercatori finanziati dall'Unione Europea stanno sviluppando uno strumento semplice per consentire una diagnosi molto più precoce, potenzialmente decenni prima della comparsa dei sintomi. Per il Dott. Aristeidis Bakandritsos, la sfida è chiara: se si vuole che il morbo di Alzheimer venga diagnosticato in tempo utile per fare davvero la differenza, i test devono diventare più semplici, economici e molto meno invasivi. "La diagnosi precoce sarà realistica per le persone solo quando sarà economica per il servizio sanitario e indolore e semplice per il paziente, cosa che oggi non è", ha affermato Bakandritsos, ricercatore senior presso il Czech Advanced Technology and Research Institute (CATRIN), parte dell'Università Palacký di Olomouc, in Repubblica Ceca.
Sta coordinando un progetto di ricerca quadriennale finanziato dall'Unione Europea, lanciato nell'ottobre 2023, per trasformare il modo in cui viene diagnosticato il morbo di Alzheimer; la ricerca è denominata 2D-BioPAD e l'obiettivo non è sostituire i metodi diagnostici esistenti come le scansioni cerebrali o le punture lombari, ma consentire uno screening molto più precoce nelle strutture sanitarie di routine. Sono attualmente in corso studi clinici pilota in Finlandia, Grecia e Germania per valutare l'efficacia dello strumento, la sua sicurezza, le implicazioni etiche e il suo possibile inserimento nell'assistenza sanitaria di routine. 2D-BioPAD (https://2d-biopad.eu) mira a introdurre un sistema di diagnostica in vitro (IVD) Point-of-Care (PoC) rapido ed economico, minimamente invasivo, affidabile, digitale e basato sul grafene, per supportare la diagnosi precoce e il monitoraggio della progressione della malattia di Alzheimer (AD) direttamente presso le strutture sanitarie primarie. Per raggiungere questo obiettivo e affrontare la sfida scientifica, il divario tecnologico e di mercato della diagnostica in vitro PoC per l'AD, 2D-BioPAD sfrutta le proprietà uniche dei materiali 2D, come il grafene e i suoi derivati. Nell’ambito del progetto 2D-BioPAD, finanziato dall’Unione Europea, la dott.ssa Marianna Rossetti, già in precedenza vincitrice di una borsa europea Marie Skłodowska-Curie sta contribuendo allo sviluppo della biopiattaforma di grafene flessibile per la diagnosi precoce e il monitoraggio decentrati del morbo di Alzheimer («Supple Graphene Bio-Platform for point-of-care early detection and monitoring of Alzheimer’s Disease»). Il progetto riunisce undici partner provenienti da otto Stati europei, combinando competenze in nanotecnologia, ricerca clinica e innovazione digitale. Entro la fine del 2026, i ricercatori prevedono di conoscere le prestazioni della tecnologia rispetto alle apparecchiature di laboratorio esistenti. Se i risultati saranno positivi, il team spera di ottenere ulteriori finanziamenti per procedere alla commercializzazione attraverso ulteriori sperimentazioni, validazioni e approvazioni normative. I ricercatori sperano che il test possa essere utilizzato regolarmente in soli cinque anni. All' EU Research and Innovation Magazine Jean Georges, direttore esecutivo di Alzheimer Europe, rete paneuropea di associazioni nazionali per la demenza, ha evidenziato che vede questo progetto come parte di un più ampio ambito di attenzione alla patologia e ha detto: "Ci auguriamo che questo cambiamento alla fine vada a beneficio non solo delle persone nelle fasi iniziali dell'Alzheimer, ma anche di coloro che non hanno problemi cognitivi noti. La previsione del rischio di demenza comporta implicazioni etiche, legali e sociali". Si segnala anche il progetto, ACCESS-AD che mira a sviluppare una strategia collaborativa e centrata sul paziente per la gestione dell’Alzheimer in tutta l’Unione Europea. Iniziato a gennaio 2026, coinvolge oltre trenta partner europei tra ospedali, università, associazioni di pazienti e industria, con competenze in neurologia, imaging, data science e advocacy dei pazienti. ACCESS-AD è l’acronimo di Advancing Clinical Care and Equity through Scalable Solutions in Alzheimer’s Disease diagnosis and treatment (Promuovere l’assistenza clinica e l’equità attraverso soluzioni scalabili per la diagnosi e il trattamento della Malattia di Alzheimer). Il progetto è sostenuto dalla Innovative Health Initiative Joint Undertaking (IHI JU) nell’ambito dell’accordo di sovvenzione n. 101253010. La JU riceve il supporto del programma di ricerca e innovazione Horizon Europe dell’Unione Europea e di COCIR, EFPIA, Europa Bío, MedTech Europe e Vaccines Europe, nonché di Anavex, Muhdo e Neurimmune. ACCESS-AD è finanziato dall’Unione Europea, dai membri privati e dai partner contributori dell’IHI JU.

    
Domanda: In che modo deve cambiare la modalità di lavoro dei sindacati nel settore sanitario in Italia e in Unione europea vista la situazione  ? Laura Grimaldi
Risposta:
per l’Unione Europea c’è una strategia comune e ci sono fondi a favore dei sindacati nel settore sanitario e non solo. Ad esempio  il prof. Michele Poerio, segretario generale di FEDERSPEV (Federazione Nazionale Sanitari Pensionati e Vedove),  l'unica associazione sindacale che non si occupa solo di titolari di pensione, ma si fa carico istituzionalmente anche dei problemi dei loro superstiti, che entrano a far parte in prima persona degli Organi Direttivi dell'Associazione stessa, spiega che è aperto un bando relativo all’iniziativa europea Social Innovation Plus nell'ambito dell'European Social Innovation FundPlus per facilitare lo sviluppo, il trasferimento e la diffusione di soluzioni innovative alle sfide sociali di oggi, in particolare nei settori dell'occupazione, dell'istruzione, delle competenze e dell'inclusione sociale. Il bando è gestito dal Centro europeo di competenza per l'Innovazione Sociale - in capo all’Agenzia lituana del FSE (ESFA), ente incaricato dalla Commissione europea, che opera in due direzioni, da un lato elargisce sovvenzioni a progetti transnazionali che facilitino il trasferimento e/o l'ampliamento di innovazioni sociali, per la loro diffusione in tutta l'Unione Europea per attività di confronto, di capacity building, di formazione con i sindacati; dall’altro nell’ambito dell’iniziativa ESFPlus Social Innovation Plus (SIPlus),  c’è un nuovo bando “Piloting a Skills Guarantee for Workers in Transition” - ESF-SI-2025-SKILLS-GUARANTEE-01, volto a sperimentare meccanismi innovativi per sostenere i lavoratori a rischio di disoccupazione. Inoltre si segnala la piattaforma europea Social Innovation Match (SIM) Gestita sempre dal Centro europeo di competenza per l'Innovazione Sociale; la piattaforma presenta un database sviluppato per promuovere e dare visibilità a iniziative e best practice di innovazione sociale e per facilitare la creazione di partenariati in queto periodo di sfide nel mercato del lavoro (nuove professioni etc.). Il principale programma europeo a supporto degli infermieri è l'iniziativa "Nursing Action", lanciata nel gennaio 2025 nell'ambito del programma EU4Health (2021-2027). Con un finanziamento di 1,3 milioni di euro e in collaborazione con l'OMS Europa, mira a contrastare la carenza di personale, migliorare le condizioni di lavoro, promuovere il benessere e attrarre nuove leve, in risposta alla carenza di 1,2 milioni di professionisti nell'Unione Europea. Si segnala pure il Progetto europeo ENhANCE per lo sviluppo di un curriculum europeo per l'infermiere di famiglia e di comunità; il progetto europeo EUCARE per una formazione specializzata per infermieri di area critica, promosso dall'European University Hospital Alliance; i fondi per il settore della salute del programma comunitario EU4Health che mira al finanziamento per il rafforzamento dei sistemi sanitari e della resilienza per la salute in tutta l’Unione Europea. Per il settore italiano abbiamo chiesto ad uno dei massimi esperti, il prof.  Francesco Carelli che ha sottolineato :“I sindacati nel settore sanitario dovrebbero avere, o meglio, instaurare! modalità e processi di concertazione tra loro, questo per avere una maggiore incisività a livello globale per non venire etichettati come portatori di particolarismi in una situazione sostanzialmente (ancora) di Servizio Nazionale, per non portare avanti richieste o anche ottenere posizioni che si rivelino di danno ad altri settori della Sanità.  Questa interazione - concertazione sindacale potrebbe essere a beneficio della Sanità nel suo insieme .   La situazione economica (ora vi sono stati adeguamenti) non dovrebbe fare sorvolare su aspetti etici (ad esempio, le proposte di super - intramoenia) e ricordare che i cittadini / pazienti sono tutti uguali come dice la Costituzione. Inoltre, i sindacati devono svolgere bene le loro funzioni, ma devono assolutamente lasciare alle Società Scientifiche il ruolo e compito di occuparsi di strutturazione, formazione, specializzazione e verifiche di qualità  dei medici nelle diverse branche. Quando finiranno i fondi del PNRR quali prospettive avranno le case di comunità inaugurate, lo abbiamo chiesto sempre al prof. Francesco Carelli che ha risposto: “ fondi PNRR per i progetti riguardanti la Salute del territorio sono a scadenza sempre più incombente e le prospettive sembrano affatto rosee perché  in molte regioni italiane le Case di Comunità e  gli Ospedali di Comunità sono tutt'altro che completati, anzi addirittura non attuati del tutto.  Inoltre, anche dove sono usati edifici  pre - esistenti ( come sedi ASL ) o dove le mura sono state tirate su, spesso mancano servizi, o manca la possibilità di un funzionamento organico e armonico per mancanza di attrezzature e soprattutto per mancanza del personale che sarebbe configurato a lavorarci. Le ragioni sono molteplici e vanno dalla non attrattività per gli operatori sanitari alla difficoltà di indurre una parte di loro a un cambio drastico nel  modo e nel luogo di lavoro.  Certamente, esistono anche inefficienze di amministrazioni locali e pure gruppi di interesse che remano contro, ma anche dal lato dei cittadini pazienti, per i quali  questo PNRR dovrebbe significare maggiore dedizione a prevenzione e presa in carico dei pazienti, a ripresa come era anni fa di realmente funzionanti  AD Assistenza Domiciliare nonchè ADI  Assistenza Domiciliare Integrata ,  si registrano realtà di difficoltà notevole proprio nei pazienti, specie nelle aree fortemente urbane dove molti direi troppi malati e persone anziane denunciano una perdita del rapporto personale fiduciario con il proprio medico, che era il medico di famiglia, che rispondeva  personalmente al telefono, non ora trincerato dietro email, sms e portali, che riceveva in modo peculiare e da stile europeo con un’attenzione a 360°, visitandoli di persona anche  a domicilio quando necessario. Attualmente abbiamo carenza di medici di base e di infermieri.  Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato di recente all’unanimità la risoluzione volta all’introduzione dell’assistente infermiere”.