Politica
Scontri a Torino, Scanzi contro il governo: “Le parole di Salvini sono allucinanti”
Andrea Scanzi esplode a Otto e Mezzo: accusa il governo di strumentalizzare le violenze di Torino per reprimere il dissenso. Attacco durissimo a Salvini e Donzelli

Durante Otto e Mezzo su La7, Andrea Scanzi ha preso posizione con toni durissimi contro la reazione del governo agli scontri di Torino legati al centro sociale Askatasuna. Al centro delle critiche, le parole del vicepremier Matteo Salvini, che aveva dichiarato: «Per questa gente non basta la galera».
Scanzi non usa mezzi termini:
«Frasi del genere sono allucinanti. Che cosa significa? Pena di morte? Li scuoiamo?».
“Così si criminalizza il dissenso”
Secondo il giornalista del Fatto Quotidiano, il governo starebbe usando pochi secondi di violenza — diventati virali — per delegittimare un’intera manifestazione che per ore sarebbe stata pacifica.
«Per 10, 20, 30 criminali non puoi cancellare tutto il resto. È una strumentalizzazione politica».
Nel mirino anche Giovanni Donzelli, accusato di voler “sciogliere” le regole che oggi limitano l’uso della forza da parte della polizia.
Il richiamo a Genova, Cucchi e Aldrovandi
Scanzi ha ricordato episodi che hanno segnato la storia recente italiana:
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il G8 di Genova
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il caso Stefano Cucchi
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il caso Federico Aldrovandi
Per il giornalista, sono la prova che un linguaggio politico muscolare sulla sicurezza rischia di produrre abusi, non più sicurezza.
«Nel Paese del G8 di Genova queste frasi sono folli».
Una deriva pericolosa
La conclusione di Scanzi è un atto d’accusa politico preciso:
la gestione degli scontri di Torino sarebbe diventata un pretesto per una svolta autoritaria, in cui ogni protesta rischia di essere criminalizzata.
«Così si politicizza l’ordine pubblico e si alimenta una guerra tra Stato e cittadini».
Una linea che, secondo lui, non rafforza la democrazia, ma la indebolisce.
