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Alberghi chiusi per protesta. Tassa Capitale, il giorno dell’ira

Alberghi chiusi per protesta. Tassa Capitale, il giorno dell’ira
protesta turismo tassa 03
Contro l’incremento della tassa di soggiorno, gli operatori del turismo scendono in piazza. Il presidente Giuseppe Roscioli: “Alzarla fino a 5, addirittura 10 euro al giorno ci manderebbe fuorigioco”. E spunta l’ipotesi di chiudere gli hotel
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“La tassa ci ammazza, per questo siamo in piazza”. Per la prima volta nella storia manifestano gli albergatori di Roma, contro l’aumento della tassa di soggiorno per gli hotel annunciato dal sindaco Ignazio Marino. Circa 150 i manifestanti tra Federalberghi Roma, Faita (turismo all’aria aperta) Albaa (b&b e affittacamere) Fiavet (agenzie di viaggi) Fipe (pubblici esercizi) Sib (balneari) e Confesercenti-Assohotel.
“Roma Capitale non farti del male”, “Il turismo è una ricchezza, difendiamolo!”, “No all’aumento della tassa sul turismo” i messaggi lanciati dagli striscioni in piazza SS. Apostoli, insieme alle bandiere delle associazioni.  “La tassa ci manderebbe in fuorigioco – denuncia il presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli – alzarla fino a 5, addirittura 10 euro al giorno sarebbe pericoloso per la Capitale”. I soldi necessari per il bilancio capitolino, suggerisce Roscioli, “andrebbero presi da iniziative alternative come l’aumento del prezzo dei musei Capitolini o una diversa gestione dell’ingresso al Colosseo: perché per la Torre di Londra si pagano 26 euro e per l’anfiteatro solo 10?”.
In più, il presidente propone a Marino e all’assessore al Commercio Marta Leonori di “riportare nella legalità i fenomeni abusivi, recuperando altre risorse”. L’appello è condiviso dal presidente di Albaa Federico Traldi: “Nell’extra alberghiero, tra B&B e case vacanza abbiamo circa 5.000 strutture in regola, che producono 1 milione di euro l’anno di entrate, e quasi altrettante “sommerse”, che intascano la tassa senza versarla”. Aumentare le tasse del 50%, da 2 a 3 euro, “sarebbe uno tsunami: le famiglie non sceglierebbero più Roma ma un’altra capitale come Londra, dove non c’è la tassa”. Per Traldi bisognerebbe fare come a New York, con la City Tax sugli scontrini: “Riguarderebbe tutti i turisti, non solo quelli che pernottano e aumenterebbe le entrate con una piccola sovrattassa. Così si potrebbe abbassare la Tasi”.
Facendo il bilancio del sit in degli albergatori capitolini a piazza SS. Apostoli, Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, non esclude una risposta decisa all’aumento della tassa di soggiorno annunciato dal sindaco Ignazio Marino, paventando addirittura la chiusuera degli alberghi. Un’ipotesi poco prima avanzata anche da Valter Giammaria, presidente di Confesercenti Roma: “Visto che il sindaco nemmeno ci chiama, siamo pronti a manifestare ancora più forte. Vogliamo che si discuta l’aumento in Consiglio e i gruppi politici si oppongano al provvedimento. Anche perché i soldi della tassa andavano reinvestiti”. Il sit in si è concluso così, con l’attesa da parte dei manifestanti “in giacca e cravatta” di risposte dall’amministrazione comunale.