Per star bene si comincia dalla tavola, ma non solo. Negli ingredienti di uno chef lidense sono racchiusi poteri terapeutici. Per scoprire i suoi segreti della sua cucina creativa Affaritaliani.it è andata a trovare Alessandro Montedoro nel suo regno nella cucina di un hotel di lusso. Classe 1974, passione per i viaggi e vocazione per l’arte culinaria, Executive Chef del Marriot Roma Park Hotel.
Il destino di Alessandro ricalca la carriera di chi vuole diventare un grande chef, perché l’educazione turistica si impara all’estero. Montedoro ha esperienza da vendere: Cina, Giappone, Africa, Sud America, Europa. Ora Alessandro è tornato nella sua Ostia con gli ingredienti giusti ed un’illuminazione che lo ha reso unico nel mondo, le ricette della “cucina curativa”. “L’ambizione è quella di poter contribuire a curare alcune patologie usando la cucina, perché combinando alcune materie prime, è possibile portare la medicina a tavola, senza dover rivolgersi a una farmacia – spiega Alessandro Montedoro – Qualsiasi problema abbiamo, assumiamo una sostanza che in qualche modo produce una reazione nel nostro organismo e di conseguenza apporta dei benefici. Ricordiamo che gran parte dei farmaci che utilizziamo comunemente sono costituiti da principi attivi che, almeno in origine, sono derivati da erbe o piante medicinali”.
Il Libro “La cucina curativa (Pashar 2011) è diventato anche un’applicazione da scaricare sull’Apple Store in inglese e in italiano, in cui sono spiegate ricette per molte patologie quali ipertensione, insonnia, gastrite, prostatite, anche influenza, emicrania, diabete, ansia e lo stress. Perché i problemi si possono risolvere mangiando, ed un rimedio, come insegnano molte tradizioni popolari, c’è sempre. L’abilità dello chef è quella di renderlo gustoso, con moderni piatti, ispirati ad un tempo lontano in cui la medicina proveniva solo dai prodotti alimentari.
Cosi in Cina Montedoro, ispirato dalla cultura popolare, si è dovuto ricredere, dedicandosi a studi sulle proprietà curative degli alimenti con libri, internet e proprio attraverso i rapporti sociali, immergendosi nella vita asiatica come un antropologo, ha trovato la sintesi delle sue ricerche. Il 90% delle patologie si curano mangiando cibo, ovviamente sono cure per disagi non molto gravi, e provare prima col cibo e poi in farmacia se la cura non funziona, non costa nulla, e aumenta il gusto. Così per curare l’ansia e lo stress, lo chef consiglia un Muffin di banana e cioccolato, o una spigola alla piastra con risotto alla carota come rimedio alla cistite. La pubblicazione, oltre ad offrire una varietà di combinazioni alimentari, supportate dalla consulenza medica di Gudio De Mari, include anche un utile glossario che spiega le proprietà curative degli alimenti in relazione alle patologie.
Il Manager del Merriot Roma Park Hotel, una delle catene di alberghi di lusso più prestigiose nel mondo, spiega ad Affaritaliani.it come per un chef, ma anche per altre figure professionali legate al settore turistico, sia importante fare esperienza fuori il Belpaese, e soprattutto, con i grandi gruppi americani. “C’è un altro approccio alla formazione, i training sono finalizzati a percorsi di carriera mirati, le compagnie americane investono in modo più costruttivo nelle risorse umane”. E poi nell’ alta gastronomia, il paradosso del “made in Italy”.
Secondo il The Word’s 50 Best, ovvero la classifica dei 50 ristoranti migliori del mondo, l’Italia è nella Top Ten con quattro ristoranti, ed una cuoca donna, la migliore al mondo. “Vantiamo nel mondo prodotti alimentari di eccellenza, le nostre paste, le mozzarelle, i prosciutti, i vini, sono di ottima qualità. Gli italiani devono migliorare nella trasformazione dei piatti, nella creatività – spiega Alessandro Montedoro – esempio di come con la cucina di ricerca, si possono raggiungere altre eccellenze. Avanti così con il made in Italy, anche se si fa scuola all’estero, perché il settore della gastronomia, oltre ad essere parte integrante del patrimonio culturale di un Paese, ne rappresenta anche una fetta fondamentale della sua economia”.

