Il dieci per cento di Roma, città Capitale d’Italia non ha neanche l’adsl e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti sogna di portare la banda larga in tutta la regione. Zone rurali comprese.
Non pago del wifi della Provincia, entrato nella storia per la lentezza delle connessione, ora raddoppia rastrellando finanziamenti europei per 161 milioni di euro da affidare alla società regionale Lait per portare nei prossimi 5 anni connettività a 30 megabit in tutto il territorio e a 100 megabit per il 50 per cento della popolazione, comprese le sedi della pubblica amministrazione, le scuole e i presidi sanitari.
Va in onda, sulle reti dei giornali compiacenti e delle agenzie di stamopa, l’ennsimo libro dei sogni. E stavolta per lanciare un’idea di modernizzazione coinvolge anche il Governo nella persona del sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico Antonello Giacomelli, del vice Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Raffaele Tiscar e, infine l’Amministratore delegato di Infratel Italia spa, Salvatore Lombardo.
Senz spiegare come fare una gara da 161 milioni, senza un progetto tecnico, arriva la promessa della banda larga, ben sapendo che il vero problema non è tanto la connettività che i provider vendono a suon di spot, ma il problema della scelta dei siti basata solo sulla conveniznenza commerciale. Ragion per cui all’Appio c’è la fibra e sulla Larentina oltre alla strada non c’è neanche la connessione.
Secondo Zingaretti, il piano sarà realizzato grazie al lavoro di pianificazione tecnica della Lait, azienda di innovazione tecnologica regionale e insieme a Infratel Italia (società del Mise) per gli interventi di realizzazione infrastrutturale. In realtà il Piano è già partito, ha spiegato Zingaretti: “il raggiungimento degli obiettivi si sta già realizzando. Con 25 milioni di risorse inutilizzate, recuperate dalla vecchia programmazione europea 2007/2013 (fondi FESR e FEASR) e nazionale (fondi FAS), abbiamo avviato il ‘programma Lazio 30Mega”, approvato nell’ambito di un Accordo Quadro con il Mise, che si prefigge di realizzare, entro il 2020, la connettività a 30Mbps per 336 Comuni del Lazio: le cosiddette “aree bianche” o “a fallimento di mercato” che, cioè, in base agli esiti della Consultazione Pubblica effettuata nel 2014 da Infratel, non risultano inseriti nei piani di sviluppo degli operatori di telecomunicazione privati per i prossimi tre anni.
E scatta anche la prima sacadenza che non è però una scommessa: “Entro dicembre 2015 – ha precisato il governatore – saranno coperti 23 Comuni del Lazio. Per questo primo intervento abbiamo stanziato circa 15 milioni (10 milioni di fondi FESR 2007-2013 più 5 milioni di risorse FAS)”. La gara, bandita da Infratel Italia, ha riguardato la concessione del contributo pubblico agli operatori privati – col modello ad incentivo – per realizzare la banda ultra larga in 16 Comuni del Lazio, partendo dai Comuni con il maggior numero di unità immobiliari tra le 336 Aree Bianche. La gara è stata aggiudicata a fine gennaio scorso a Telecom Italia: rispetto ai 16 Comuni messi a bando, però, l’operatore ha assicurato la copertura di ulteriori 7 Comuni.
Poi la seconda: “Il secondo obiettivo DEL Programma Lazio 30Mega – ha aggiunto Zingaretti – è coprire a 30Mbps, entro il 2016, altri 20 Comuni delle aree rurali. Per questo secondo intervento attuativo, “abbiamo stanziato circa 10 milioni di risorse del Programma di Sviluppo Rurale del Lazio 2007-2013 che, in caso di completamento dell’intervento successivo al 31 dicembre 2015, sarebbero rendicontati, per la parte rimanente, sul Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020”.
Poi un po’ di sana propaganda demagogica: “Siamo parte e vogliamo essere parte attiva della ricostruzione dell’Italia – ha commentato Zingaretti – e se il Lazio cambia, l’Italia è più forte. Mettiamo il nostro lavoro di innovazione e cambiamento al servizio di questa grande missione”.
Dopo il “triste” wifi della Provincia, il Governatore annuncia un piano quinquennale per collegare in rete tutta la regione a 30 megabit e con il 50 per cento della popolazione che potrà viaggiare a 100 megabit. E sul piatto mette 161 milioni di euro di fondi Ue
