Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Gallery » Elezioni 2018 Pd, Zevi: “Non vedo all’orizzonte un governo Renzusconi”

Elezioni 2018 Pd, Zevi: “Non vedo all’orizzonte un governo Renzusconi”

Elezioni politiche 2018, Scatta il toto-governo. Il candidato del Pd Tobia Zevi intervistato a Radio Centro Suono Sport dà la sua visione della scacchiera

Elezioni 2018 alle porte, oltre a far campagna elettorale, gli schieramenti pensano alle possibili combinazioni di governo che potranno uscire dalle urne. Zevi, candidato Pd alla Camera, ne è certo: “Non ci sarà un governo Renzusconi”.

 

Intervistato da Patrizio J. Macci a “Mettiamoci una croce” su Radio Centro Suono Sport, il candidato 34enne al collegio Roma 9 alla Camera valuta le probabilità di vittoria degli avversari. Nonostante Luigi Di Maio abbia consegnato al Presidente della Repubblica Mattarella la lista dei propri ministri, Zevi crede che sia solo propaganda politica: “Si fa passare come una mossa finto-istituzionale una mossa che è di pura campagna elettorale. I 5 Stelle non vinceranno le elezioni e anche dovessero essere il primo partito, non raggiungeranno il numero di voti sufficiente per nominare un governo, perché dovranno fare accordi in parlamento”.

Zevi sottolinea di non aver mai banalizzato l’esperienza politica del M5S nemmeno agli esordi, ma il giudizio sulla candidato alla Regione Lazio Roberta Lombardi è molto critico: “A me sembra che Lombardi sia molto antipatica, è una persona arcigna e in politica questo non funziona. Non sembra una persona particolarmente empatica e in una Regione conta il rapporto coi sindaci e coi comitati. Questo è un punto di forza per Zingaretti”.

Nonostante non si immagini un futuro prossimo di Zingaretti nella politica nazionale, Zevi tesse le lodi del presidente uscente alla Regione Lazio per i meriti acquisiti: “Sono sicuro che lui sia un valore aggiunto in questa Regione per il Pd. Dimostra con la sua azione politica due cose: è una persona seria ed è aggregante. Ha scelto come slogan “la forza del fare”. Ha portato in campagna elettorale risultati concreti: ha risanato la sanità del Lazio, ha risanato la Cotral e ha reso la Regione uno dei posti più favorevoli dove fare investimenti da fuori”, ricorda.

Entrato nel mondo della politica da giovanissimo passando prima per le associazioni, Zevi ha visto nascere il Pd ed in campagna elettorale si è impegnato personalmente nel volantinaggio e nell’affissione dei manifesti alle plance.

“Noi abbiamo 4 giorni davanti per andare dagli elettori e dire con umiltà che abbiamo iniziato un percorso e in questi anni abbiamo fatto molte cose e questi risultati non vanno sprecati”, spiega a Radio Centro Suono Sport, chiarendo di aver scelto di candidarsi per il territorio del X Municipio perché sa già quali sono le necessità del territorio: “Ho scelto volutamente il collegio più difficile di Roma, quello che era più esteso dal punto di vista geografico. Se a 34 anni vuoi fare politica e c’è un territorio che ha tutto quel potenziale: il mare, il Tevere, la pineta, Ostia Antica… ti devi “sporcare le mani”. Io penso che quel territorio sia il cuore delle potenzialità inespresse della nostra città”.

“Io voglio provare a costruire a livello nazionale un grande progetto di rilancio del litorale di Roma e questo significa: trasporti pubblici più efficienti, lotta al dissesto idrogeologico, rilancio del turismo del commercio e dell’impresa e un piano sostenibile di sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino”, spiega a “Mettiamoci una croce”.

Proprio riguardo all’aeroporto, Zevi annuncia la volontà di dare risposte a tutti coloro che ci lavorano e ai cittadini che vivono nelle vicinanze: “Ci sono vari questioni che stanno sul piatto: primo, gli abitanti non dovrebbero più essere afflitti dall’inquinamento acustico; secondo, se aumentano i turisti, l’aeroporto deve ampliarsi; terzo, c’è una vasta porzione di agricoltori romani che hanno diritto di sapere qual è il loro futuro, perché non sanno se ci sarà l’ampliamento dell’aeroporto e che cosa comporterà; quarto, c’è il tema della precarietà del lavoro nell’aeroporto: una politica vera deve chiedere ad Adr che si impegni ad aumentare la qualità dei rapporti di lavoro”.

Sul tema sicurezza, Zevi dichiara di vedere la situazione di Roma peggiorata rispetto agli ultimi anni, ma non in maniera irreparabile: “Roma è molto più sicura rispetto alla gran parte delle altre capitali europee che hanno quartieri off limits. Qui non avrei paura ad andare in nessuna zona, nemmeno di notte. Ma esiste un problema di percezione di insicurezza. E la percezione dei cittadini, anche se non coincide coi dati, va rispettata perché noi dobbiamo far cercare di farli sentire sicuri. Se le piazze sono illuminate, animate, la percezione è differente”.

Ma le critiche rivolte al sindaco di Roma Virginia Raggi non coinvolgono il tema sicurezza: “Ha sbagliato a presentarsi come colei che può fare una rivoluzione in poco tempo perché Roma è una città complessa. Questo ha prodotto un’aspettativa che lei ha velocemente deluso. Il secondo suo errore è stato quello di non sapersi scegliere una squadra di persone valide: per governare serve una squadra competente. Il terzo errore poi è quello di aver rinunciato alla sfida olimpica. Io comprendo perfettamente il rischio, ma una città che ha in ballo un progetto di quel tipo non può dire di no se vuole essere ambiziosa. In 10 anni c’era la possibilità di pensare a un futuro per Roma. Questa città soffre sicuramente di tutti i problemi quotidiani, ma soffre molto soprattutto perché non si capisce dove stiamo andando. Oggi manca qualunque progetto, visione e idea del futuro”, spiega Zevi.