di Claudio Roma
Elezioni Lazio 2018: la fine dei manifesti sancisce l’inizio del nuovo mondo: la campagna elettorale corre sullo smartphone e visto che la popolazione non è composta solo di giovani perennemente incollati a whats’app, torna in auge il vecchio caro sms.
Centosessanta caratteri e non uno di più che puntano direttamente ai siti web o alle pagine social dei candidati, grazie alle url abbreviate, un servizio erogato da Bit.ly e da Google attraverso Goo.gl che permette di mantenere il senso di una frase e di incollare nel corpo del messaggino l’ipertesto corto per far aprire l’applicazione e puntare su pagine web o social dei candidati.
Un sistema semplice, poco costoso e di grande efficacia che supera l’imbarazzo dello spam previsto da whats’app nel caso in cui la sim utilizzata dai candidati venga bannata dagli utenti che non gradiscono il messaggio. Non è un caso che le elezioni 2018 passeranno alla storia per l’abuso di messaggi inviati sullo smartphone, alla faccia della privacy.
MIGLIAIA DI MESSAGGI CON WHATS’APP
I candidati più previdenti hanno da mesi messo in moto la macchina da guerra per raccogliere i numeri di telefono dei romani. La tecnica è quella del marketing piramidale o catena di Sant’Antonio: si parte dallo zoccolo duro delle persone impegnate nei comitati, alle quali si chiede di fornire almeno 10 numeri di telefono di amici e parenti di fiducia che a loto volta devono fornirne altrettanti e invitare almeno altre 10 persone a fare lo stesso. Nell’arco di poche ore si acquisisce una mailing list che si moltiplica per 10 ad ogni passaggio sino a diventare un vero e proprio elenco del telefono potentissimo con migliaia di numeri belli e serviti e a costo zero.
IL CARO VECCHIO SMS
Visti i limiti di whats’app, c’è chi ha deciso un po’ per l’anagrafe dei potenziali elettori, molto per la certezza della consegna e il bassissimo costo, di tornare al passato. Il “ban” delle sim telefoniche “sparamessaggi” è impossibile e così si ha la certezza della consegna. Per i numeri non c’è problema: esistono società che li vendono, ci sono sempre quelli della catena di Sant’Antonio e le mailing di cui dispongono le società specializzate, già suddivise per categorie di interesse, seguendo la traccia informatica che ciascuno smartphone lascia ogni volta che naviga in rete. E così il gioco è presto fatto: una batteria di telefonini collegata a computer è in grado di spedire anche 100 mila sms al giorno. Due batterie raddoppiamo i numeri.. e glie elettori
IL VERO SEGRETO E’ NEI CONTENUTI
I tecnici assoldati dai candidati seguono i trend della rete e creano video e testi di viralità garantita. Nessuna offesa “contro” ma il trionfo della satira con video montaggi o vignette. Una delle vittime più colpite è Luigi di Maio bombardata da una vignetta diabolica” Brucia la biblioteca di di Maio – recitava il messaggio – due libri distrutti, uno non lo aveva neanche finito di colorare”. Dunque la parola d’ordine non è demonizzare come accadeva in passato ma deridere e far sorridere con l’intento di convincere chi riceve il messaggio a re- inoltralo ai suoi amici. Virale il contenuto, virale la tecnica.
L’onda d’urto di messaggi è prevista tra venerdì e sabato. Poi forse anche gli smartphone rispetteranno il silenzio pre voto.
