AGGIORNAMENTO/ IL VERDETTO DEGLI ASCOLTI:
In seconda serata su Rai3 la prima puntata di Masterpiece è stata vista da 689.000 spettatori (5.14% di share)
di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton
(pubblicato il 18 novembre alle 00:30)
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AGGIORNAMENTO/ IL VERDETTO DEGLI ASCOLTI: In seconda serata su Rai3 la prima puntata di “Masterpiece” è stata vista da 689.000 spettatori (5.14% di share) ![]() Nella foto sopra il primo finalista di “Masterpiece”, Lilith Di Rosa |
Chiariamolo subito: mezza editoria italiana (e non solo) non vedeva l’ora di “stroncare” in diretta Twitter la prima puntata di “Masterpiece”, il talent show per aspiranti scrittori in onda su Rai3 da domenica 17 novembre, con il traino “pesante” di “Che tempo che fa” di Fabio Fabio (che però si è confuso e ha lanciato il programma come un “reality”…). E così è stato: il primo talent letterario al mondo è stato accompagnato (o meglio sommerso…) da centinaia di tweet ironici (a proposito, attendiamo con interesse i dati sugli ascolti…) e in generale critici… Il motivo? Come c’era da aspettarsi, nella prima puntata del programma (co-prodotto da Freemantle Media – qui l’intervista concessa alla vigilia ad Affaritaliani.it da Alessandro Lostia, Chief Creative Officer di Freemantle Media), a sfilare davanti al trio di giudici-scrittori composto da Andrea De Carlo, Giancarlo De Cataldo e Taiye Selasi (al termine di un colloquio con il coach Massimo Coppola), più che i manoscritti di un gruppo di aspiranti scrittori sono state le loro storie, spesso “difficili” (dall’ex giocatore all’ex anoressica, solo per citare due casi…).
Del resto c’è poco da stupirsi: già da un paio d’anni in libreria cresce il numero delle storie autobiografiche di dolore e rinascita, che trovano molto spazio anche sui media (tv compresa: vedi l’ultima edizione delle “Invasioni barbariche” di Daria Bignardi…). Gli autori di “Masterpiece”, per rendere “televisiva” la passione per la scrittura (meglio non scomodare la letteratura, almeno per ora) hanno quindi deciso di puntare proprio sulle autobiografie dei concorrenti.
Tra l’altro, non va dimenticato che nel piccolo mondo letterario italiano un giorno sì e l’altro pure si parla di auto-fiction, approccio che a “Masterpiece” tenta di farla da padrone…
Almeno a giudicare dai tanti tweet che hanno accompagnato la puntata, le “esperienze” dei partecipanti a “Masterpiece” hanno “deluso” gli addetti ai lavori. Non è però detto che il grande pubblico la pensi allo stesso modo…
Certo, tra una “storia forte” e l’altra sarebbe stato interessante ascoltare qualche brano in più dei manoscritti in gara, tanto per farsi una mezza idea sullo stile narrativo dei concorrenti. Altrimenti a qualcuno potrebbe venire il dubbio che la parte più interessante di “Masterpiece”, dal punto di vista “letterario”, siano proprio i tweet con cui è stato stroncato il programma…
Ospite della prima puntata, Elisabetta Sgarbi, direttore editoriale della Bompiani (casa editrice che pubblicherà il vincitore di “Masterpiece”). Taiye Selasi l’ha presentata paragonandola alla Miranda Priestly de “Il Diavolo veste Prada”…
Il vincitore della prima puntata (e quindi il primo finalista) è il giovane Lilith, che azzarda un auto-paragone con John Fante… (ma va detto che tra i concorrenti c’è chi ha fatto peggio, arrivando ad affermare: “Scrivere è come fare la pipì… Devo farla da sola”: e qui su Twitter è esplosa la risata).
A proposito, almeno due elementi positivi la prima puntata li ha avuti: il montaggio serrato e la colonna sonora di sottofondo…


