Un “sistema corruttivo” incentrato sulla gestione e l’affidamento di appalti pubblici a imprese compiacenti. Un sistema, insomma, di appalti pubblici gestiti con metodo mafioso. Ne sono convinti inquirenti e investigatori che hanno svolto le indagini culminate con nove arresti e 26 perquisizioni operati dalla Squadra Mobile, dalla Guardia Costiera e dal Gruppo Carabinieri di Ostia. A disporre il provvedimenti cautelari il gip Alessandra Boffi. Abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica, concussione e corruzione, violazione di norme finanziarie con l’aggravante del metodo mafioso, sono i reati contestati agli indagati a seconde delle singole posizioni. Le indagini sono state avviate nel 2012.
Tra gli arrestati finiti in carcere vi sono Aldo Papalini, ex direttore dell’Ufficio Tecnico e dell’Unità Operativa Ambiente e Litorale del XIII Municipio, nonchè Armando Spada, ritenuto da chi indaga uno dei boss della malavita lidense, e poi, Cosimo Appeso (socio della Blue Dream, impresa risultata assegnataria di una importante concessione). Ai domiciliari sono invece finiti Giovanni Recchia, Antonio Amore, Damiano Facioni, Ferdinando Colloca, Matilde Magni, Angelo Salzano. Le 26 perquisizioni sono state concentrate prevalentemente a Ostia, Fiumicino e Gaeta.
La concessione dello stabilimento balneare “Orsa Maggiore” ad una società collegata al presunto boss Armando Spada è al centro dell’indagine sulla gestione degli appalti ad Ostia. Secondo gli inquirenti, l’ex dirigente dell’ufficio tecnico lidense, Aldo Papalini avrebbe prima disposto la revoca della pluridecennale concessione affidata al Cral dell’Ente Poste e poi l’avrebbe girata, con procedura d’urgenza, alla Bluedream, ditta ricollegabile a Spada. Una assegnazione che Papalini sarebbe riuscito a veicolare anche grazie all’apporto di Damiano Facioni e Ferdinando Colloca (quest’ultimo, fratello di un ex consigliere del Municipio di Ostia) Matilde Magni e il luogotenente della Marina Militare Cosimo Appeso, tutti soci “formali” o “di fatto” della Bluedream e destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita oggi su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
“L’inchiesta riguarda il periodo che va dal 2011 ad aprile del 2013 – precisa il presidente del X Municipio Andrea Tassone – quando la mia amministrazione non si era ancora insediata alla guida del X Municipio. Non si può far finta di nulla davanti all’ennesima insinuazione del dubbio e alla perseveranza nello screditare chi lavora nel rispetto della legalità e, soprattutto, della cittadinanza. Ho letto di presunte irregolarità nei lavori per i marciapiedi di Centro Giano. Mi sento di chiedere scusa ai miei cittadini, non per quanto è stato scritto, ma perché purtroppo non esistono marciapiedi nel quartiere in cui vivo”.

