Non è passata neppure una settimana da quando il Governatore Nicola Zingaretti aveva denunciato il ritrovamento di una microspia all’interno della sala riunioni della presidenza, che un’altra cimice è stata scoperta negli uffici della Regione Lazio. L’apparecchio è stato trovato nella sala riunioni di Luca Fegatelli, ex dirigente dell’Area Rifiuti della Regione Lazio, agli arresti domiciliari insieme ad altre sei persone dal 9 gennaio scorso nell’ambito dell’inchiesta sui rifiuti.
A scoprire la nuova microspia, come la precedente di fattura artigianale, è stato uno dei dipendenti in servizio presso l’ufficio distaccato della Regione in via del Serafico, dove ha sede l’Abecol, l’Agenzia per i beni confiscati alle organizzazioni criminali, che era guidato da Fegatelli. Sempre come la cimice di Zingaretti, l’orecchio elettronico è stato trovato sotto il cuscino di una poltrona della sala riunioni. Sul caso indaga la compagnia dei carabinieri dell’Eur.
IL DIRIGENTE SPIATO. Oltre al ruolo di direttore dell’Abecol, Fegatelli ricopriva l’incarico di direttore generale dell’Agenzia regionale per la mobilità della regione Lazio e consigliere di amministrazione della spa Astral Azienda Strade Lazio. Ha guidare il dipartimento istituzionale e territorio della Regione, ed era anche rappresentante regionale del collegio di vigilanza per la realizzazione del porto turistico di Fiumicino.
