”Simulando s’impara”: è questo il titolo del libro che racconta l’esperienza di ENAV Academy, il centro di formazione per Controllori del Traffico Aereo. Il testo nasce grazie al contributo del Direttore dell’Academy Giuseppe Baldetti e dei suoi collaboratori, e di esperti provenienti dal mondo scientifico e universitario, ma è soprattutto il frutto dell’esperienza pluriennale dei supervisori e degli istruttori che hanno formato generazioni di Controllori del Traffico Aereo.
Pubblicato da Franco Angeli, una delle principali case editrici specialistiche italiane, il libro inserisce il ”caso ENAV Academy” in un contesto più ampio, rilevando come i processi di addestramento e formazione basati sulla simulazione siano un tratto caratteristico delle cosiddette organizzazioni ad alta affidabilità, quale è ENAV. Organizzazioni, cioè che operano in un contesto complesso e che perseguono i propri obiettivi di sicurezza attraverso strategie di apprendimento basate sulla simulazione e realizzate all’insegna del motto ”sbagliando s’impara”. Ed è proprio Giuseppe Baldetti, responsabile ENAV Academy, ad aprire le porte del simulatore ad Affaritaliani.it.
Come nasce l’idea di questo libro?
Il libro nasce sulla base di considerazioni e spinte prevalentemente di carattere interno ad ENAV Academy, legate a obiettivi di condivisione del proprio know-how, nella consapevolezza di rappresentare un unicum nel panorama della formazione che può essere di rilevante interesse per una più ampia comunità professionale e scientifica. La FrancoAngeli ha da subito capito la particolarità del nostro settore ma al contempo la possibilità di traslare concetti e metodologie anche in altri settori che hanno le stessa necessità e complessità.
Insieme al collega Giorgio Maria Ghezzi abbiamo voluto raccontare l’esperienza di ENAV Academy rifuggendo da tentazioni autocelebrative ma individuando i fattori critici di successo attraverso un’analisi esperta e terza: il contributo di Raoul C.D. Nacamulli e Cristiano Ghiringhelli dell’Università di Milano Bicocca nella fase di ricerca sul campo è stato fondamentale per aiutarci a comprendere il perché dei positivi riscontri che Academy ha raccolto anche a livello internazionale negli anni, evidenziando le nostre competenze distintive e contribuendo così al mantenimento nel tempo del nostro vantaggio competitivo come player dell’addestramento dei professionisti che operano nei servizi della navigazione aerea.
Qual è l’approccio che usate nella formazione dei ragazzi che arrivano nel vostro centro?
Human Factor e tecnologia sono due temi fondamentali in ENAV per la crescita e la formazione del Controllore del Traffico Aereo. E’ nel cuore della simulazione che troviamo la piattaforma nella quale far crescere le competenze del CTA a tutto tondo. Con i nostri esperti di Human Performance stiamo affinando continuamente l’ambiente di apprendimento per portare sempre di più all’interno delle sessioni di simulazione situazioni e modelli che mettano in condizione l’allievo di migliorare la “consapevolezza situazionale”, di gestire processi simultanei, di riflettere sul modo di prendere le decisioni e di gestire il suo autocontrollo. Siamo anche supportati in modo determinante dalle tecnologie all’avanguardia su cui Enav investe. Avendo a disposizione simulatori così altamente sviluppati siamo in grado di verificare l’effettiva capacità dei giovani controllori nelle tattiche, ma anche e soprattutto nella reazione e nella gestione degli imprevisti che sono il pane quotidiano per un CTA
Che valore aggiunto ha la simulazione nell’individuare aree di possibile miglioramento?
Il caso ENAV Academy rappresenta un laboratorio di particolare interesse entro cui le simulazioni per l’apprendimento risultano essenziali sia per la formazione di base sia per l’aggiornamento e il miglioramento continuo. Certo gli ambienti complessi di simulazione sono utilizzati e hanno un ampio potenziale non solo nelle attività di formazione del settore del trasporto aereo ma anche in quello delle organizzazioni che operano nei settori più svariati: adoperano le simulazioni gli ospedali e le organizzazioni militari e anche il mondo del business dove la maggiore volatilità ambientale e la grande diffusione del lean management hanno oggi aumentato straordinariamente il rischio di eventi imprevisti. Malgrado la diversità dei contesti applicativi, possono essere identificate delle linee guida generali per la progettazione di ambienti simulati che risultino capaci di “mettere in scena”, al di fuori dell’ambiente di lavoro, un contesto lavorativo verosimile entro cui risulti possibile imparare attraverso il fare senza danneggiare il buon funzionamento dell’organizzazione.
