di Claudio Roma
L’avventura alla scoperta del mondo con la reflex di papà inizia a 18 anni. Ma prima la laurea in sociologia, poi un corso base per capire che quello della fotografia era un virus.
Elegante, socievole, simpatica, Karen Di Paola è l’occhio del Vaticano sul mondo del cinema come responsabile della fotografia della Rivista del cinematografo, il periodico mensile che dal 1928 osserva e racconta su carta patinata il grande schermo. Ha 37 anni, due figli, uno studio alla Balduina dove immortala i nuovi eroi di “Amici”, lady fotografia è una di quelle donne che ha seguito la sua passione intensa, ha studiato, e alla fine ce l’ha fatta: ha preso un desiderio e l’ha trasformato in una professione e i riconoscimenti arrivano uno dietro l’altro. II al Festival di Venezia con la foto di Pierce Brosnan, poi III sempre a Venezia con un’incredibile Elena Cotta e, infine, il riconoscimento dell’associazione Lo Sguardo di Giu.Lia. per l’immagine con la quale ha sintetizzato la violenza sulle donne. “E pensare che ho spedito la partecipazione per ultima – racconta Karen – invece ho sbaragliato tutti i concorrenti”.
Andiamo per gradi. Come è nata la collaborazione con la rivista del Vaticano?
“Giuro che è stato casuale. La scuola che frequentavo ogni anno segnalava i ragazzi per il Festival di Venezia e io sono andata volontaria. Era il 2009, da allora sono passata da stagista a responsabile del servizio grazie al mio lavoro. E’ stata una foto che li ha convinti, quella dei palloni del film Up. Tutti “scattavano” gli attori io mi sono concentrata suli colori nel vielo blu. “Tu guardi diverso”, mi hanno detto e da allora non ho mancato più un Festival. Ora io insegno ai ragazzi”.
Permetta una domanda scomoda. Il Vaticano guarda al cinema un po’ per capire e forse controllare. Tra violenza, omosessualità e altro per combattere il nemico è meglio conoscerlo… Censure?
“MAI AVUTA ALCUNA CENSURA. Lo scriva in maiuscolo perché è la verità. Sono io che scelgo in totale libertà e coscienza. E per favore niente pensieri retrogradi. L’attenzione della chiesa per il cinema è storica e si sostanzia persino con un festival annuale il “Terzo Millennio” che fa vedere film pazzeschi che non si vedranno mai nelle sale. E poi ospiutano registi, attori. E’ un’attenzione culturale. Ovviamente di parte e con l’idea che anche il cinema è comunicazione. Le faccio una sintesi: io quando lavoro il Vaticano non lo sento. Ho scoperto che il mio presidente era un monsignore il giorno in cui lho fotografato e si è cambiato d’abito presentandosi con la “divisa”. E poi è ora che voi comunicatori delle parole usciate dal Medioevo. Il Vaticano fa un concorso fichissimo con il quale regala cinque i-phone ad altrettanti ragazzi ai quali chiede di realizzare un video sulla Chiesa. Vi dice qualcosa il corto di un sacerdote che esce dalla chiesa sullo skate e si mescola tra i ragazzi? Ecco, questo è ciò che si fa”.
E quando non si occupa di cinema, ci sono i ragazzi di Amici?
“Sono splendidi, tutti giovanissimi e molto divertenti. Io per loro realizzo i book con i quali cercano di farsi conoscere attraverso giornali e riviste”.
Via i nomi di attori e attrici che ha fotografato…
“Ma che vuole l’elenco del telefono?”.
“Allora: George Clooney, Gwineth Paltrow, Jennifer Lawrence, Madonna, Matt Damon, Nichola Cage, Peerce Brosna e poi scarlett Johansson. Insomma, attori e registi che hanno scritto la storia del cinema mondaiel degli ultimi anni. Gli altri nomi li inserisca lei. Manca solo Micael Douglas”.
















