“Roma ha da sempre un ruolo di centralità nelle relazioni internazionali e in questi anni ha consolidato i suoi rapporti con molti attori della questione mediorientale, tanto da poter assolvere l’arduo compito di mediare un processo di pace che darebbe stabilità all’intero pianeta. E per una tale impresa la Giordania potrebbe essere la sponda ideale”. LA GALLERY
di Marcello Aranci
La questione palestinese tiene con il fiato sospeso l’intera area mediorientale. Si aggiungono le drammatiche vicende siriane ed incalza a ondate sempre più forti una primavera araba che ricorre ciclicamente. Ma in un tale periodo di profonde mutazioni la Giordania ha rappresentato per la sua tradizione storica e culturale un elemento di stabilità e un interlocutore valido per tutti i Paesi occidentali. Nonostante la crisi economica i rapporti di scambio tra Italia e Giordania sono ottimi. L’Italia è il terzo partner commerciale dopo Arabia e Cina”: “I rapporti tra i due paesi e l’intercambio sono assolutamente favorevoli all’Italia con una bilancia commerciale che vale circa 800 milioni euro di cui circa il 95 % è a favore dell’Italia. Ma c’è molto di più. L’Italia è attualmente il primo partner commerciale europeo della Giordania”.
Ma i legami tra i due Paesi non sono solo commerciali perché esistono legami culturali che hanno una storia antica ed evocano sentimenti particolari. Ad esempio in alcuni dei siti turistici giordani più importanti (Amman, Jerash, Madaba, Umm Qais) emergono imponenti le memorie della presenza romana. “Tra i nostri Paesi il legame culturale è fortissimo e consolidato nel tempo, ne sono testimonianza i frequenti incontri ufficiali che avvengono tra i due governi: ad esempio due mesi fa tra i rispettivi Ministri degli Esteri e il Ministro Emma Bonino non più di due settimane fa è venuta in visita ufficiale in Giordania. Un incontro importante dove si è affrontato il tema della crisi siriana e le sue drammatiche conseguenze sulla popolazione civile giordana e le ripercussioni sul nostro tessuto economico e sociale. Attualmente il flusso dei profughi si è stabilizzato intorno al migliaio di persone a notte ma all’inizio le cifre erano quasi triplicate con circa 2-3 mila persone, della quali oltre la metà è costituita da donne e bambini, che attraversano la frontiera tra la Siria e la
Giordania chiedendo asilo al nostro Paese”.
La popolazione giordana non è nuova alla presenza di flussi di immigrazione così imponenti, in passato ha accolto con grandissimi sacrifici ma anche con uno straordinario senso di responsabilità, i profughi palestinesi e quelli iracheni, dando sempre dimostrazione di essere una nazione politicamente matura e che ha posto l’accento sulla solidarietà internazionale. “Ovviamente noi ci poniamo il problema dell’accoglienza e cerchiamo di offrire soluzioni, ma chiediamo alla comunità internazionale di essere sostenuti in questi sforzi, perché i numeri sono importanti. Nel periodo del conflitto siriano la popolazione è aumentata circa del 10% grazie all’arrivo di questi profughi. Una crescita che purtroppo sosteniamo con difficoltà, in fondo il nostro Paese ha una popolazione di 6 milioni di abitanti è la presenza di 5/700 mila persone in più non è irrilevante, soprattutto in un contesto economico di recessione come quello che sta vivendo tutto il pianeta. Per fortuna dall’Italia abbiamo ricevuto solidarietà, ma soprattutto l’impegno alla pianificazione di interventi umanitari che per noi oggi sono importantissimi.”
Nonostante queste vicende migratorie la Giordania è un Paese dalla vocazione decisamente turistica e ogni anno migliaia di cittadini italiani si recano in Giordania generando un flusso turistico significativo non solo da punto di vista quantitativo ma soprattutto dal punto di vista qualitativo. La qualità del servizio offerto dai giordani è altissimo e i nostri connazionali ne sono assolutamente soddisfatti. “Il capitolo turismo rappresenta una bella fetta della nostra attività economica vale quasi il 14% del nostro Pil, per questo prestiamo molta attenzione al turista e soprattutto con l’Italia abbiamo avuto un flusso di 32.547 visitatori nel 2012 confermando il Vostro Paese al quarto posto tra i Paesi europei, dietro a Regno Unito, Germania e Francia. Per dimostrare quanta attenzione abbiamo verso i turisti italiani abbiamo sviluppato un portale ufficiale in lingua italiana che invito tutti a visitare: http://it.visitjordan.com/ che non solo fornisce informazioni turistiche ma anche operative. ”
Il Regno hashemita è l’unico che beneficia di condizioni di stabilità politica ed economica in un’area di interesse tradizionalmente prioritario per il nostro Paese. Per questo per noi, ma in realtà per tutta l’Europa, è un partner strategico. “I nostri rapporti con l’Europa passano anche per Roma, già nel 1949 Re Abdallah I disse all’Ambasciatore Pierluigi La Terza: “Vedo con molta simpatia il consolidamento delle relazioni con l’Italia perché il vostro Paese è come la Giordania: Paese mediterraneo.” L’Italia è indubbiamente un lato del ponte tra oriente e occidente e Roma può assumere per capacità, per autorevolezza e per storia, ma anche per la grande credibilità europea un ruolo di assoluto protagonismo nella mediazione dei processi di pace internazionali”.

