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Sanremo 2026, Conti: “Siamo cresciuti, ma il merito non è del direttore artistico”

Il conduttore commenta gli ascolti: «I fattori sono tanti, l’importante è continuare così»

Sanremo 2026, Conti: “Siamo cresciuti, ma il merito non è del direttore artistico”
Carlo Conti, Irina Shayk and Gianluca Gazzoli attend the press conference for the 76th edition of the Sanremo Italian Song Festival at the Ariston Theatre in Sanremo, northern Italy – Thursday, February 26, 2026. Entertainment. (Photo by Marco Alpozzi/LaPresse)

«Siamo cresciuti, come avevamo previsto, ma il merito non è del direttore artistico». Con queste parole Carlo Conti ha commentato l’andamento degli ascolti del Festival di Sanremo 2026, spegnendo sul nascere ogni lettura trionfalistica o polemica legata ai numeri delle prime serate.

Il conduttore ha spiegato che un leggero calo della seconda puntata rientrava pienamente nelle previsioni. «La seconda cala sempre», ha ricordato, sottolineando come il Festival segua dinamiche ormai consolidate. «Avevo detto che la colpa sarebbe stata del direttore artistico se fossimo scesi. Se siamo aumentati, il merito non è del direttore artistico», ha aggiunto con ironia.

Conti ha poi chiarito le scelte editoriali dietro la struttura delle serate. La seconda puntata, ha spiegato, è stata costruita volutamente con “ingredienti diversi” rispetto alla prima. Un equilibrio studiato tra gara e varietà, anche alla luce del numero ridotto di artisti in competizione. «Nella prima serata ci sono 30 cantanti in gara, nelle altre siamo più rilassati, con 15 elementi», ha osservato, evidenziando come questo cambi inevitabilmente il ritmo televisivo.

Secondo il conduttore, attribuire il risultato a un solo fattore sarebbe fuorviante. «Sono mille i fattori», ha ribadito, citando la platea televisiva, le abitudini del pubblico, le contropartite e la frammentazione dell’offerta. Tutti elementi che incidono sull’ascolto finale e che rendono ogni confronto lineare poco realistico.

Il dato che conta davvero, per Conti, è la crescita complessiva rispetto alle aspettative iniziali. «La cosa importante è che siamo cresciuti», ha detto, rivendicando la solidità del progetto editoriale senza personalismi. Un approccio che punta più sulla continuità che sull’esaltazione del singolo risultato.

«Continuiamo così, continuiamo a pedalare col sorriso sulle labbra», ha concluso. Una metafora semplice per riassumere lo spirito con cui Sanremo 2026 guarda alle prossime serate: senza ansia da prestazione, ma con la consapevolezza di aver imboccato la strada giusta.