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Scienza e tecnologia

Dalla Progress ad Hayabusa 2, giornate ricche per lo Spazio

 

Milano, 5 apr. (askanews) - Momenti ricchi per l'esplorazione spaziale quelli dei primi giorni di aprile 2019. A cominciare dal lancio della navetta cargo russa Progress Ms-11. La capsula è partita giovedì 4 aprile dal cosmodromo russo di Baikonur, in Kazakhstan, con 3 tonnellate di rifornimenti per l'equipaggio della Stazione spaziale internazionale ed è arrivata sulla Iss in sole tre ore, grazie alla nuova procedura di attracco ultra-rapido.Più o meno nelle stesse ore, la prima sonda lunare israeliana, Beresheet, costruita con fondi privati e lanciata il 22 febbraio da Cape Canaveral, in Florida con un razzo Falcon 9 di Space X, si è posizionata in orbita lunare.L'11 aprile 2019 è previsto l'allunaggio della sonda sul "mare della Serenità" da dove studierà il campo magnetico lunare. I dati raccolti verranno inviati sulla Terra assieme a foto e video del luogo dell'allunaggio.Non solo. Molto più distante, sull'asteroide Ryugu, lontano circa 200 milioni di Km da noi, la sonda spaziale giapponese Hayabusa 2 è entrata nella fase più delicata della sua missione, il "bombardamento" della superficie dell'asteroide con un proiettile di tantalio per polverizzare il suolo e raccogliere campioni di terreno da riportare sulla Terra per essere studiati. Obiettivo: capire come si sia originato il sistema solare 4 miliardi e mezzo di anni fa.Tra queste ultime due missioni c'è un comune denominatore che parla italiano. Sia su Beresheet che su Hayabusa 2, infatti, ci sono componenti "Made in Italy". L'azienda aerospaziale Leonardo, ha realizzato a Nerviano (Mi) i pannelli solari del rover che consentono al veicolo di essere sempre alimentato a diverse inclinazioni rispetto alla luce solare mentre a Campi Bisenzio (Fi) ha prodotto lo "Star Tracker", la bussola stellare che ha guidato Hayabusa2 verso Ryugu e la riporterà verso la Terra nel 2020.Infine, è arrivata dal Texas la notizia che il prototipo del razzo Starhooper della SpaceX di Elon Musk, concepito per i futuri viaggi verso Marte, ha compiuto il suo primo "balzo" vincolato a Boca Chica, vicino Brownsville.