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Cannabis, ecco chi sono le "imprenditrici della marijuana". Boom marijuana

Il boom della marijuana light legale

 

Ecco le storie di donne che hanno fatto impresa attorno alle droghe leggere proprio mentre in Italia fa notizia in questi giorni Easy Joint, l'azienda che vende l'erba Eletta Campana, varietà italiana con il THC (tetraidrocannabinolo, principio psicoattivo della marijuana) inferiore allo 0,6 per cento, il limite di legge consentito: "Un ordine ogni 30 secondi", ha dichiarato a Repubblica uno degli ideatori, Luca Marola - . Da quando abbiamo presentato il prodotto alla Fiera di Bologna l'interesse è stato altissimo. Vogliamo ricordare che questa non è la marijuana per come la si intende di solito, ma è un'erba che ha bassissimo Thc e fino al 4% di cannabidiolo (CBD), ovvero il principio contenuto nella cannabis che non ha effetti psicoattivi, ma soltanto sedativi. Così, tra curiosi, appassionati, persone che volevano provare l'erba per problemi di ansia, insonnia, dolori mestruali e altro si è sparsa la voce e sono arrivati i primi ordini. Ad oggi già 85 negozi in tutta Italia la stanno vendendo e le richieste sono così elevate che abbiamo dovuto costituire una società, assumere dei dipendenti e bloccare la vendita online perché non riuscivamo a gestirla".



Marijuana, i numeri del mercato della marijuana



Sono ultrasessantenni ed hanno deciso di dedicare la loro seconda vita alla cannabis. Sono le "marijuana entrepreneur", imprenditrici di successo che grazie ad una serie di idee vincenti hanno dato vita ad aziende e progetti che ruotano intorno alle droghe leggere. Un vero e proprio trend, dato il numero in forte crescita di donne d'eta' compresa tra i 50 e i 70 anni che hanno avviato delle attivita' imprenditoriali legate alla cannabis. Tutte hanno tratto ispirazione dalla propria esperienza personale, essendo consumatrici di marjuana ad uso terapeutico oppure vicine a familiari che la utilizzano.

Come Jeanine Moss, sessantadue anni, di Marina Del Ray, in California. Nel 2014 un problema alle ossa l'aveva costretta a lasciare il suo lavoro di consulente commerciale. Dopo l'operazione all'anca, i dottori le prescrissero delle medicine a base di oppiacei che le provocavano disorientamento e stordimento. Furono questi disturbi a spingerla a provare la marijuana ad uso terapeutico, legale in California. Dopo una settimana la signora aveva abbandonato tutte le medicine tradizionali. Jeanine racconta, pero', l'imbarazzo generale che provavano lei e gli altri coetanei nella sua situazione, soprattutto nel trasportare la marijuana. Si sentivano "come adolescenti in preda al senso di colpa".

Da questa esperienza personale, nel 2015 e' nata l'idea di creare una linea di borse e contenitori ermetici in grado di bloccare l'odore, restituendo serenita' alle persone che acquistano marijuana per curarsi. Oggi la sua azienda, AnnaBis, offre una serie di eleganti prodotti per signore che abbinano fashion e utilita', garantendo la massima discrezione.



Marijuana, le storie delle "imprenditrici della marijuana"



Ma Jeanine non è la sola. "Si tratta sicuramente di un trend", come conferma Troy Dayton a capo di Arcview Group, una compagnia che conduce ricerche di mercato legate all'industria della cannabis. Secondo Dayton, nel 2016 il mercato legato alla marijuana medica e a uso ricreativo ha toccato i 6,7 miliardi con un incremento del 34% rispetto all'anno precedente. Il 36% degli imprenditori in questo settore e' costituito da donne, secondo la rivista Marijuana Business Daily. Una cifra incredibile, se si considera che in generale nelle aziende solo il 22% dei dirigenti e' in quota rosa. Il motivo? Si tratta di un campo nuovo, in divenire. "Non ci sono pregiudizi nei confronti delle donne di qualsiasi eta'" come invece accade in altri settori. Lo conferma Nancy Whiteman, 58 anni, comproprietaria di Wana Brands, una azienda del Colorado che vende gomme e caramelle a base di tetraidrocannabinolo, principio attivo della cannabis.

 

Le opportunità imprenditoriali del mercato della marijuana

 


Le donne mature, reduci da lunghe carriere, in sostanza sono state capaci di recepire prima degli altri le opportunita' imprenditoriali di questo mercato, come evidenzia il ricercatore della Brookings Institution, John Hudak, nel suo libro "Marijuana: A Short History".

Il New York Times racconta la storia di Jane Heatley, sessantasei anni. Dopo una carriera trentennale nel settore immobiliare, nel 2010 la signora era stata costretta a trasferirsi in California per assistere la madre che aveva avuto un ictus. E cosi' aveva iniziato a somministrare cannabis all'anziana per combattere le sue indigestioni, nonche' una forma di depressione. Dopo la morte della mamma, Jane ha deciso di aprire la sua propria farmacia. Oggi e' a capo della William Noyes Webster Foundation che si occupa di farmacie specializzate. Non e' la sola. Frances Sue Taylor, 69 anni, insegna agli anziani i benefici della marijuana e aprira' presto a Berkeley una farmacia rivolta agli over 50.

 

Saponi, creme e dolcetti a base di marijuana



Lyn Kusher, invece, ha 66 anni ed ha fondato Ma Kush's Natural, una compagnia californiana che vende saponi, creme e dolcetti a base di cannabis. Anche la signora e' arrivata ad utilizzare cannabis per ragioni legate alla terapia del dolore. Dopo un intervento all'anca, Lyn aveva scoperto i benefici di un unguento a base di cocco e tetraidrocannabinolo, con cui trattava la parte dolorante. Dalla sua esperienza e' nata l'idea di creare questo tipo di creme anche per altre persone anziane con lo stesso tipo di dolori.

I risultati delle ultime statistiche fanno ben sperare le signore della marijuana, visto che dal 2006 al 2013 l'uso di cannabis tra gli adulti di eta' compresa tra i 50 e i 64 anni e' aumentato del 60%. Percentuale che tocca il 250% per gli anziani che superano i 65 anni.

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