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Fuorisalone 2019: RoBotl, il supereroe green che "domina" Milano. FOTO

Fuorisalone 2019.

Timberland partecipa per la terza volta alla Design Week consolidando la sua presenza in Piazza XXV Aprile, portando un Progetto che rappresenta l’Alto valore etico di rispetto per l’ambiente e sostenibilità che caratterizza il marchio. Il noto brand si avvale della prestigiosa collaborazione del pluripremiato studio di Giò Forma (Cristiana Picco, Claudio Santucci e Florian Boje), composto da designer, architetti e artisti. Il progetto prende vita grazie alla visione interpretativa del team: Nasce così RoBotl.

Una maestosa installazione alta 6 metri si ergerà in Piazza XXV Aprile, dal 9 al 14 aprile, integrandosi perfettamente con il concept di questa edizione di Brera Design District, Design your Life: la progettazione sostenibile e consapevole delle proprie scelte.

Affari Italiani ha avuto modo di conoscere a fondo questo progetto con Florian Boje e Cristiana Picco.

Partiamo dalla mission di Giò  Forma legata a RoBotl.

Noi di mestiere mettiamo in scena, noi raccontiamo.La nostra funzione è di raccontare storie; con Robotl vogliamo dire ai designer giovani al salone, voi siete i trend setter, voi avete il futuro in mano, ricordatevelo, iniziate a pensare.L’installazione sembra quasi in movimento, come l'uomo di Boccioni, ed è così che bisogna guardare alla realtà.

Tanti piccoli dettagli, dalle bottiglie  ad altri oggetti riciclati compongono RoBotl. Un invito alla Sostenibilità. Come sensibilizzare al meglio le persone?

Lo dimostrano i bambini che si fermano portando i tappi delle bottiglie per fare un oggetto, capiscono la funzione del riciclo, della storia che viene raccontata non solo con una scultura, un'azione ma proprio con un movimento.

Le cose vanno viste sempre nel contesto, siamo al Salone del Mobile che ha sempre proposto novità, prodotti nuovi e noi ci siamo chiesti cosa ne sarà dei prodotti vecchi, i resti dei prodotti dove vanno a finire. Spesso sono belli perchè alcuni sono scarti di produzioni che usati diversamente possono rendere ancora. Il viso di RoBotl per esempio è un vogatore, lo strumento che uno può utilizzare in palestra. La cosa bella è che ogni persona può ritrovare l'oggetto che la rappresenta al meglio, che le appartiene che in alcuni casi è stato addirittura sbriciolato in una prima elaborazione.

Qual è stata la gestazione dell'opera e come è avvenuta la costruzione?

Uno scheletro di metallo sostiene la struttura; abbiamo realizzato un vero e proprio making of dove si può vedere il lavoro di creatività che ha portato alla realizzazione finale. Non è facile prendere degli oggetti così diversi tra loro e costruire dei bozzetti, delle visioni . Gli oggetti sono stati cercati tipologia per tipologia. Il lavoro complessivo è stato di due mesi; per noi è una specie di lecturing, e il fatto che sia antropomorfo funziona bene perchè in qualche maniera le persone si possono immedesimare.La cosa che dà soddisfazione è vedere le persone che si soffermano e cercano di rintracciare gli oggetti, anche di uso quotidiano, all'interno di Robtl.

Perchè avete puntato proprio sulla plastica il messaggio di eco-sostenibilità?

Questa scelta è ricaduta grazie a Timberland che ci ha permesso di realizzare Robotl. Il brand ha prodotto infatti scarpe sostenibili  composte da un quantitativo di sei/otto bottiglie di plastica. Poi oggi più che mai è evidente che la plastica è un problema, è ingombrante. Noi come comunicatori non possiamo fare altro che puntare il dito, cercando di sensibilizzare. Questa della plastica è una problematica sempre più presente e che tristemente si manifesta.

Il nostro intento è quello di far ragionare le persone sulle possibilità e le opportunità del riciclo, come da un materiale possano nascere tante altre cose dopo il suo primo utilizzo.

Innovazione, progettualità. In  cosa vi sentite più attaccati al vostro passato professionale e come vi preparate ad affrontare le sfide del futuro eco-sostenibile?

Noi veniamo dal temporaneo, ovvero dai grandi concerti, dal teatro, dall’opera. Siamo nati con una impronta molto sostenibile perchè per definizione le cose vengono riciclate, smontate e riutilizzate. Abbiamo disegnato recentemente nel deserto in Arabia Saudita un impianto temporaneo che rimarrà li per 5 anni e all'apparenza potrebbe sembrare una struttura fuori contesto, in una location incredibile e pazzesca. Ma la scelta nostra è stata quella di fare un cubo di specchi che poi una volta passati i 5 anni  può essere smontato e rimontato da un'altra parte. Il futuro ci appartiene.
La nostra evoluzione sta nell'aiutarci con programmi tridimensionali, con programmi che ci permettono già di vedere il prodotto prima di assemblarlo. Bisogna saper disegnare prima ancora di assemblare.

Essendo Robotl un monito per le nuove generazioni e che guarda al futuro, quanto vi siete rivolti ai più piccoli in questo progetto?

Sono i primi spettatori a cui ci rivolgiamo ma ciò non deve distogliere dall'importanza del messaggio che è rivolto a tutti. La cosa bella è vedere che ogni persona, di età diversa, riesce a ritrovare un pezzo col quale entra in empatia con l’installazione, ed essa è capace di smuovere qualcosa in chi la guarda.Nella generazione usa e getta è importante capire cosa si getta; credo che presto capiremo il nostro destino. Oggi il progresso è veloce e in continua crescita e bisogna cercare di realizzare il miglior futuro positivo per tutti. Questo è un primo passo.

Il nostro messaggio vuole essere, “Noi esseri umani siamo capaci di grandi cose anche di autoregolarci”.

GUARDA IL VIDEO DEL MAKING OF DI ROBOTL

ROBO copia
 

Da tempo Timberland è impegnata a ridurre la sua impronta ecologica sulla Terra, pur continuando a lasciare un segno indelebile nel settore outdoor lifestyle. Rebotl, la nuova collezione footwear di Timberland, rappresenta un passo in avanti in questa direzione, esprimendo al meglio la filosofia intrinseca nel DNA del brand e la sua costante mission in tema di sostenibilità e sviluppo di un prodotto sempre più eco-sostenibile.

La capsule collection di calzature da uomo Rebotl prende il nome dalla tecnologia utilizzata e comprende 5 differenti proposte che contengono ognuna il 50% di PET riciclato. Rebotl è infatti un filato leggero e traspirante realizzato con l’equivalente di 6 a 8 bottiglie di plastica a seconda del modello.

Affari Italiani ha scambiato due chiacchiere con Marianella Cervi, Head of Sustainability & Responsibility per Timberland EMEA.

Sostenibilità legata a quotidianità. Per Timberland che cosa significa?

Per Timberland il percorso sostenibile è iniziato molti anni fa, molto prima che diventasse una moda. Abbiamo iniziato nel 1992 con le condizioni dei lavoratori nelle fabbriche di scarpe andando a capire quali fossero i loro i bisogni primari e le esigenze delle loro famiglie. Nella genetica del marchio c'è questa necessità, anche per il luogo dove è nato il marchio, nel New England vicino a zone boschive importanti.

Quindici anni c'è stato il punto di svolta, il fondatore ha deciso di creare una scarpa con materiali riciclati con lo stesso prezzo e le stesse prestazioni e performance di quelle non sostenibili. Così è nato Keeper il primo scarpone con elementi sostenibili e per noi è diventato un concetto da valorizzare avvicinando il cliente a questo topic. All'interno di Timberland esistono  linee guida di tutti i prodotti e determinate quantita di elementi riciclabili all'interno dei prodotti.

Nella realizzazione della scarpa su che caratteristiche vi siete incentrati maggiormente?

Per noi il cliente è quella persona che si alza la mattina e ha necessità di un prodotto che sia comodo, sicuro che permetta di muoveri velocemente in tutti gli ambiti. Dalla metropolitana, all'ufficio. Insomma la quotidianità. Una persona che vive la città a 360gradi, che ha bisogno di portare un certo stile di qualità e di praticità e che sia funzionale ad ogni momento e ogni situazione.

Nella vostra collaborazione con Giò Forma che contributo ha dato Timberland a livello di concept? E perchè è ricaduta su di loro la scelta finale?

Perchè cercavamo un partner importante e qualitativamente alto per portare avanti quella che è la nostra mission: il perseguimento del concetto di sostenibilità e l'opera di sensibilizzazione rivolta alle persone. Cercavamo uno studio che rispondesse alle nostre medesime esigenze, comunicare un messaggio potente, bello, univoco producendo un'opera di design fatta da professionisti.

Giò Forma ci ha dato l'opportunità di far vivere il concetto di sostenibilità portando le persone ad essere protagoniste; in più loro sapevano dove andare a ritrovare i giusti materiali, quali fornitori contattare per dare ancora più significato a Robotl, installazione esemplare di un modo di vivere la sostenibilità più vicino alla gente.

Come si sta muovendo il mercato italiano verso le politiche sostenibili di Timberland e che consapevolezza volete lasciare alla persona che viene ad acquistare un vostro prodotto?

I passi che l'Italia sta facendo sono giganti. C'è un'evoluzione molto più rapida rispetto ad una volta. Rispetto ad altri Paesi ha iniziato questo percorso legato al sostenibile e al green solo recentemente e questo la pone ancora un po' indietro. Da una parte manca la consapevolezza di chi compra che anche il mercato sta cambiando; si sta riscontrando un'intenzione maggiore a voler contribuire col proprio potere d'acquisto decidendo di comprare un prodotto piuttosto che un altro. Manca l'azione vera e propria.Manca l'insegnamento della sensibilizzazione istituzionale e aziendale a temi così importanti come la sostenibilità; bisogna investire su questo arrivando all'idea che sostenibilità e moda, che in Italia è uno dei pilastri, possono coesistere. Questo mercato oggi sta cambiando.

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