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Costume
Liliana, storia dell'amore di una soubrette per il principe della risata.

La vicenda che si racconta nel film, diretto da Emanuele Pellecchia e della durata di circa venti minuti è ambientata nel lontano 1929, anno in cui il principe della risata Antonio De Curtis, in arte Totò, incontra la soubrette genovese Liliana Castagnola scritturata dal teatro Santa Lucia di Napoli. Incuriosita dal veder recitare l’artista napoletano, si presenta una sera ad un suo spettacolo al teatro Odeon destandone l’attenzione. Tra uno scambio epistolare e l'altro i due iniziano a frequentarsi e nasce una breve ma intensa storia d'amore. Il carattere eccentrico della soubrette con un passato burrascoso, avendo già rovinato industriali e ricchi signori, ed un giovane artista all'inizio di una illuminata carriera che non si sente di accollarsi un amore incerto, spinto anche dai consigli del padre Giuseppe, rendono però il rapporto difficile che portano la soubrette in uno stato di profonda depressione che la conduce a 34 anni a porre fine alla sua esistenza la notte del 3 marzo 1930 a Napoli nella pensione degli artisti. Liliana è trovata morta dalla cameriera nella sua stanza d’albergo accanto ad una lettera d’addio indirizzata all’amato attore. “…Stasera, rientrando, un gattaccio nero mi è passato dinnanzi. E, ora, mentre scrivo, un altro gatto nero, giù per la strada, miagola in continuazione. Che stupida coincidenza, è vero?... Addio. Lilia tua”.Colpito dalla tragica azione della soubrette, Totò decide di chiamare la sua prima figlia Liliana, dispone che le sue spoglie siano sepolte nella cappella della famiglia De Curtis e le dedica anche una poesia. “È morta, se n'è ghiuta 'n paraviso! Pecchè nun porto 'o llutto? Nun è cosa rispongo 'a gente e faccio 'o pizzo a riso ma dinto 'o core è tutto n'ata cosa!”.

Nel cortometraggio di Pellecchia, il ruolo di Totò è interpretato da Umberto Del Prete mentre quello della protagonista, Liliana, da Ambra Hermin (nella foto)  e nei panni del padre di Totò c'è Gianni Parisi. Altri interpreti sono Margi Villa Del Priore, Ciro Giorgio, Giuseppe De Felice e Nicola Lettiero.

L’opera è prodotta dall'associazione Media Movie in collaborazione con Phoenix.

Il cortometraggio verrà presentato ai vari festival ed eventi per il pubblico a partire dall’11 aprile. Appassionato di fotografia e di cinema, Pellecchia inizia, sin da giovane, ad avvicinarsi alla macchina da presa, lavorando dapprima come collaboratore per fotografi, poi come operatore di ripresa iniziando, nel tempo, collaborazioni lavorative con la televisione e realizzando progetti personali.
Esperienza formativa e significativa è per lui il corso di cinematografia diretto da Giuseppe Ferrara, maestro del cinema d’inchiesta, con cui lavorerà come cameraman per gran parte delle riprese del docufiction Mater Mediterranea. Nel 2016 fonda la Phoenix Independent Production, un'associazione di produzioni video indipendenti e l’anno successivo dirige il cortometraggio Liliana, basato su uno spaccato della vita di Totò.

 

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