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Costume
Pizza, la migliore al mondo è di Teresa Iorio. Il premio a Napoli

Di Eduardo Cagnazzi

E’ Teresa Iorio ed ha quarantadue anni il migliore pizzaiolo al mondo. Lo ha decretato una giuria di esperti presieduta dallo chef italo-americano Lydia Bastianich, della quale faceva parte anche il pluristellato Gennaro Esposito. La competizione si è svolta nel corso di Napoli Pizza Village la manifestazione turistico-gastronomica che si tiene fino a domenica sul lungomare di Via Caracciolo. L’evento è promosso dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, del Comune e gode dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica. L’obiettivo è promuovere la pizza verace e di qualità, la pietanza italiana più conosciuta al mondo, ed il turismo all’ombra del Vesuvio.

Lo scorso anno infatti le presenze e l’occupazione delle camere nel periodo della kermesse si attestarono all’80 per cento rispetto al 60 dei mesi precedenti. Nel villaggio, lungo 1.300 metri con oltre 20mila posti a sedere, saranno sfornate fino a domenica circa 100mila pizze delle 50 pizzerie più antiche di Napoli e provincia dalle 18 fino a mezzanotte per un giro d’affari di oltre un milione e trecentomila euro, compreso l’indotto. Alla kermesse gastronomica partecipano oltre duecento pizzaioli provenienti da cinque continenti che hanno concorso per la finale del Campionato Mondiale, Trofeo Caputo. Otto i titoli in palio, dalla categoria Stg a quella della pizza senza glutine, di stagione, nella teglia ed acrobatica.

E' la prima volta  nella storia del Trofeo Caputo che la vittoria si tinge di rosa. “Non immaginavo che potesse succedere, vista l’alta partecipazione di pizzaioli molto qualificata”, racconta Teresa Iorio, figlia d’arte che lavora con una brigata tutta al femminile. Quest’anno la manifestazione può contare sulla collaborazione di importanti vettori del trasporto per favorire la partecipazione dei turisti all’evento gastronomico, tra cui Trenitalia, Meridiana, Iberia, Air Berlin, British airways e le compagnie crocieristiche che approdano nel porto di Napoli. Intanto si avvicina sempre più il traguardo per candidare la pizza e l’arte ei maestri pizzaioli nel lavorarla “in maniera verace” come patrimonio immateriale dell’Unesco. Fino ad ora, le firme raccolte sono più di 400 mila, per fine anno i promotori dell’iniziativa pensano di raggiungere quota un milione.

 

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