Hantavirus, Bassetti: “Mortalità al 50%, ma il rischio è circoscritto alla nave”
“È un virus ampiamente conosciuto che si trasmette all’uomo principalmente attraverso il contatto con topi e ratti infetti e soprattutto con le loro escrezioni, quindi urine, feci e saliva.” Così Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, commenta ad Affaritaliani il focolaio di Hantavirus scoppiato a bordo della nave da crociera Hondius.
Sulle possibili cause del contagio a bordo, l’infettivologo spiega: “La trasmissione sulla nave può essere avvenuta attraverso i sistemi di aria condizionata, se questi hanno disperso particelle virali provenienti dai roditori, oppure per l’ingestione di alimenti contaminati. Una terza ipotesi è che possa esserci stata una trasmissione da uomo a uomo per contatto diretto; questo avviene soltanto per l’Andes virus, tipico tra l’altro delle aree dell’Argentina e del Cile da cui la nave proviene”.
Sulla pericolosità della malattia, Bassetti sottolinea: “I sintomi principali partono da una sindrome simil-influenzale per arrivare poi a un quadro gravissimo, una sindrome polmonare molto pericolosa che ha una mortalità del 50%”.
Infine, sul rischio di un’estensione del contagio, Bassetti rassicura: “Non credo che esista un rischio per la popolazione in Italia, è un evento circoscritto alla nave, che in questo momento è ferma davanti a Capo Verde. Sembra che le autorità locali non vogliano far scendere i passeggeri: credo sia molto importante chiarire cosa sia successo e quante siano le persone contagiate per poter dire che il fenomeno è effettivamente circoscritto a quell’imbarcazione”.

