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Alluvione a Genova, tensione al corteo. Lancio di uova contro il Comune

Alluvione a Genova, tensione al corteo. Lancio di uova contro il Comune
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Hanno lanciato uova, monetine e bottiglie d’acqua contro la sede del Comune di Genova, i manifestanti che hanno preso parte al corteo #orabasta per chiedere le dimissioni delle giunte comunale e regionale e dei vertici di Arpal per ‘manifesta incapacità di governo’ in relazione all’alluvione del 9 ottobre.

Hanno lanciato uova, monetine e bottiglie d’acqua contro la sede del Comune di Genova, i manifestanti che hanno preso parte al corteo #orabasta per chiedere le dimissioni delle giunte comunale e regionale e dei vertici di Arpal per ‘manifesta incapacità di governo’ in relazione all’alluvione del 9 ottobre.

Un contestatore si è arrampicato fino al primo piano con in mano una bandiera di San Giorgio, simbolo della città. Al grido di ‘vergogna’, ‘assassini’, ‘andate a casa’ un gruppo di cittadini e commercianti alluvionati sta presidiando palazzo Tursi, mentre una delegazione è stata ricevuta dal sindaco Doria. Durante la manifestazione  stato ricordato anche Antonio Campanella, morto il 9 ottobre nella piena del torrente Bisagno.
Intanto il sindaco di Genova Marco Doria ha incontrato una delegazione di manifestanti.

Atteso anche l’incontro con Cristiano De André e Francesco Baccini, che hanno partecipato alla protesta e ora siedono sugli spalti del consiglio comunale ascoltando l’intervento del sindaco. Il sindaco Doria ha aperto i lavori del consiglio comunale annunciando che “la giunta oggi ha assunto la decisione di arrivare, dopo la sospensione, alla riduzione o al completo azzeramento dei tributi comunali per tutti i cittadini danneggiati dall’alluvione”. “Non possiamo cancellare le imposte nazionali, – ha detto – ma possiamo creare un fondo per coprire le tasse fino al loro azzeramento. Lo stanziamento iniziale del fondo sarà di 2 milioni di euro”. “La cosa peggiore è non potersi confrontare con i cittadini e in consiglio – ha sottolineato – Mi sto confrontando con i manifestanti e voglio continuare a farlo, ragione per cui sono arrivato in ritardo in aula, ho detto loro che tra 10 giorni ci si rincontra per fare il punto su tutti i temi che hanno sollevato”.