Fino al 1° marzo sfilate, opere monumentali a base di agrumi, presentazioni e visite guidate. Una grande scenografia tra arte, tradizione e sostenibilità
C’è aria di festa in Costa Azzurra. Tra mare e montagne, a pochi chilometri dal confine italiano, Mentone si accende di giallo e arancio, mentre poco più in là Nizza celebra il suo carnevale. Ha preso il via anche quest’anno la Fête du Citron, giunta alla 92ª edizione, che fino al 1° marzo trasforma la città in un mirabolante giardino d’inverno.
Nata ufficialmente nel 1934 per animare la stagione invernale della riviera e valorizzare una produzione locale già rinomata nell’Ottocento, la festa affonda le sue radici nelle esposizioni floreali e nelle parate di fine XIX secolo, quando l’aristocrazia europea sceglieva Mentone come raffinata meta climatica. Il limone, favorito da un microclima unico tra mare e rilievi alpini, divenne presto simbolo identitario ed economico del territorio.
Oggi la manifestazione, che attira oltre 200mila visitatori, è considerata uno degli appuntamenti di punta dell’inverno rivierasco. Dal 2019 è inoltre iscritta nell’inventario del patrimonio culturale immateriale in Francia, riconoscimento che ne sancisce l’unicità.
Il titolo dell’edizione di quest’anno, “Merveilles du Vivant”, richiama la ricchezza del mondo naturale: biodiversità, ecosistemi, flora, fauna e tutte le forme di vita che rendono il pianeta unico.
È un invito a celebrare attraverso opere monumentali e appuntamenti disseminati in tutta l’area cittadina e delle colline circostanti, la bellezza e la fragilità della natura, sottolineando al tempo stesso un messaggio di consapevolezza ambientale e rispetto per ogni forma vivente. Non a caso, tra le installazioni compare un richiamo ad Avatar e al pianeta Pandora: un universo lussureggiante, interconnesso e profondamente simbolico.
I Jardins Biovès: sculture di agrumi come nature viventi
Il cuore visivo della festa sono le monumentali installazioni nei Jardins Biovès: gigantesche strutture metalliche rivestite a mano, frutto dopo frutto, con limoni e arance. Alcune richiedono fino a quindici tonnellate di agrumi e migliaia di ore di lavoro. Le composizioni ricordano per fantasia e teatralità le celebri teste composte di frutta e ortaggi di Giuseppe Arcimboldo.
I corsi: quando la città sfila
Accanto all’esposizione statica, la Fête du Citron vive nei Corsos des fruits d’or, le sfilate diurne sul lungomare. Carri decorati con migliaia di agrumi avanzano tra fanfare, danzatori e gruppi musicali. È il momento culminante, in un’atmosfera che unisce la tradizione popolare alla spettacolarità contemporanea.
Al calare della sera, i corsos notturni offrono un’altra lettura della festa: i carri illuminati scorrono sotto i riflettori in una coreografia di luci, fino al finale pirotecnico che chiude la serata. Se Nizza gioca la carta della satira e delle grandi allegorie carnevalesche, Mentone risponde con una celebrazione vegetale che intreccia arte, agricoltura e immaginario collettivo.
Un’economia che profuma di agrumi
La festa è anche un’occasione per riscoprire la filiera locale. Nei mercati e negli stand i produttori del territorio presentano limoni, cedri, mandarini e kumquat, oltre a trasformati come limoncello, liquori al mandarino e la tradizionale citronade. Non è solo folclore: la valorizzazione del limone mentonese sostiene un’agricoltura che punta su qualità, tracciabilità e sostenibilità.
Le esperienze proposte durante la manifestazione – dalle passeggiate nei limoneti con guide di montagna alle visite in fattoria con degustazione – raccontano un territorio che cerca un equilibrio tra attrattività turistica e tutela del paesaggio. In un’area densamente urbanizzata come la riviera, preservare i terrazzamenti e i saperi agricoli è una sfida concreta.
Mentone, città-giardino
Al di là della festa, Mentone rivela una vocazione botanica radicata. “Ma ville est un jardin” non è uno slogan: la città ospita giardini tropicali e botanici di rilievo come il Val Rahmeh o la Serre de la Madone, eredità di una stagione in cui collezionisti e botanici sperimentavano specie esotiche favorite dal clima mite.
Nel centro storico si alternano facciate pastello e scorci sul porto, mentre la Salle des Mariages, decorata da Jean Cocteau, ricorda il legame con artisti e intellettuali del Novecento. Poco distante, il monumentale Trophée d’Auguste domina la costa dall’alto di La Turbie, e nell’entroterra la valle della Roya conduce fino al monastero di Saorge, tra meridiane e silenzi alpini.
Una festa cosmopolita La popolazione di Mentone, storicamente aperta e cosmopolita, riflette la posizione di confine e la lunga tradizione di villeggiatura internazionale. Durante la Fête du Citron questa pluralità si amplifica: famiglie francesi, visitatori italiani, turisti del Nord Europa si mescolano in un rito collettivo che segna il passaggio dall’inverno alla primavera. Tra mare e montagna, la città compie ogni anno un gesto semplice e insieme straordinario, trasformando un prodotto agricolo in un linguaggio artistico.





