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Cronache

 

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I giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano hanno accolto l'istanza di legittimo impedimento presentata da Silvio Berlusconi al processo Ruby e motivata dalla partecipazione dell'ex premier alle riunioni parlamentari per l'elezione dei capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato, definite dal Tribunale "un passaggio essenziale e improcrastinabile"

Il processo è stato cosi' rinviato al 25 marzo e sono state 'cancellate' le udienze previste per mercoledi' e giovedi' di questa settimana, presumibilmente per lasciare spazio alla Corte di Cassazione di decidere sull'ammissibilita' dell'istanza di remissione dei giudici del processo Ruby presentata nei giorni scorsi dalla difesa del Cavaliere. I giudici hanno invece respinto il legittimo impedimento presentato dai legali di Berlusconi perche' "non hanno portato la prova dell'impossibilita' di nominare un sostituto processuale".

In apertura dell'udienza, il sostituto processuale di Longo e Ghedini, l'avvocato Alessandra Merenda, si è richiamata all'istanza di legittimo impedimento presentata dalla difesa dell'ex premier nella Cancelleria del Tribunale gia' sabato scorso nella quale si fa riferimento al fatto che Longo, Ghedini e lo stesso Berlusconi sono impegnati a Roma nelle riunioni parlamentari per l'elezione dei capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato.

Per Berlusconi, secondo Boccassini, questo "potrebbe essere un legittimo impedimento ma non è assoluto", mentre per quanto riguarda l'assenza degli avvocati Longo e Ghedini e dei loro sostituti processuali, gli avvocati Giorgio Perroni e Filippo Dinacci che hanno seguito molte udienze del processo, "pur essendoci un calendario fissato da mesi, si consente solo in questo processo, con imputato Silvio Berlusconi, che si possa dire che Perroni e Dinacci sono altrimenti impegnati", senza circostanziare meglio la loro assenza.

BOCCASSINI, DA DIFESA BERLUSCONI OLTRAGGIO ALLA CORTE - Usa parole molto dure il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, per chiedere che venga respinta l'istanza di legittimo impedimento avanzata dalla difesa di Silvio Berlusconi nel processo Ruby. "In uno stato di diritto" limitarsi a dire che due legali (ndr Niccolo' Ghedini e Piero Longo) "non possono essere in aula perche' altrimenti impegnati sarebbe oltraggio o vilipendio alla Corte, e questo non e' consentito neanche in Italia".

In apertura dell'udienza, il sostituto processuale di Longo e Ghedini, l'avvocato Alessandra Merenda, si e' richiamata all'istanza di legittimo impedimento presentata dalla difesa dell'ex premier nella Cancelleria del Tribunale gia' sabato scorso nella quale si fa riferimento al fatto che Longo, Ghedini e lo stesso Berlusconi sono impegnati a Roma nelle riunioni parlamentari per l'elezione dei capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato. Per Berlusconi, secondo Boccassini, questo "potrebbe essere un legittimo impedimento ma non e' assoluto", mentre per quanto riguarda l'assenza degli avvocati Longo e Ghedini e dei loro sostituti processuali, gli avvocati Giorgio Perroni e Filippo Dinacci che hanno seguito molte udienze del processo, "pur essendoci un calendario fissato da mesi, si consente solo in questo processo, con imputato Silvio Berlusconi, che si possa dire che Perroni e Dinacci sono altrimenti impegnati", senza circostanziare meglio la loro assenza. I giudici si sono riuniti in Camera di Consiglio per decidere se accogliere i legittimi impedimenti oppure, come chiesto dalla Boccassini, di consentire alla Procura di concludere la requisitoria con la richiesta di pena per Silvio Berlusconi.

GHEDINI-LONGO, INACCETTABILI TONI BOCCASSINI - "I toni e i modi utilizzati dalla Dottoressa Boccassini stamani in udienza nel processo cosiddetto Ruby, sono davvero inaccettabili e dovranno trovare compiuta valutazione nelle sedi opportune". Lo scrivono in un comunicato i legali di Silvio Berlusconi, Niccolo' Ghedini e Piero Longo, accusati di "oltraggio e disprezzo" nei confronti dei giudici dalla Boccassini. "Comunque tale atteggiamento - proseguono - dimostra ancor piu', se ve ne fosse bisogno, l'assoluta impossibilita' di affrontare serenamente quel processo a Milano". "Si deve fra l'altro ricordare - scrivono gli avvocati - per completezza d'informazione, visto che la dottoressa Boccassini sembra non conoscere il dato processuale, che i difensori del Presidente Berlusconi avevano gia' nelle scorse udienze revocato ogni nomina di sostituti e quindi qualsiasi riferimento agli avvocati Perroni e Dinacci e' del tutto fuorviante".

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