Un biglietto scritto dopo ore di tensione. E una frase che lascia spazio a nuovi interrogativi.
Durante l’incidente probatorio, Manuela Bianchi ha consegnato un messaggio destinato al GIP, mettendo nero su bianco il proprio stato d’animo:
«Ho detto la verità, ma non so se Louis sia l’assassino».
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Parole pesanti, arrivate al termine di un lungo confronto investigativo, in cui la donna ha ripercorso i fatti e fornito quella che ha definito la sua versione della vicenda.
Il biglietto è stato acquisito agli atti e potrebbe avere un peso nell’ambito del procedimento, anche se il suo significato resta aperto a interpretazioni.
Da un lato, la conferma delle dichiarazioni rese.
Dall’altro, un dubbio esplicito sulla responsabilità dell’uomo indicato.
Una posizione che riflette la complessità del caso e che potrebbe influenzare le prossime valutazioni della magistratura.
In attesa degli sviluppi, resta una frase che sintetizza tutto:
la verità raccontata… ma non ancora definitiva.
