Cassazione, Canzio contro il reato di clandestinità: "Dannoso" - Affaritaliani.it

Cronache

Cassazione, Canzio contro il reato di clandestinità: "Dannoso"

Il reato di immigrazione clandestina e l'istituto della prescrizione sono "due esempi di attualita'" per i quali il primo presidente della Cassazione auspica un intervento del legislatore. "Per il primo - spiega Giovanni Canzio nella suo relazione - non vi e' dubbio che la risposta sul terreno del procedimento penale si e' rivelatata inutile, inefficace e per alcuni profili dannosa, mentre la sostituzione del reatto con un illecito e con saznioni di tipo ammministrativo, sino al piu' rigorso provvedimento di espulsione, darebbe risultati concreti". "Quanto alla prescrizione - rileva ancora Canzio - si e' piu' volte ribadito che essa irregionevolmente, continua a proiettare la sua efficacia pure nel corso del processo, dopo l'avvenuto esercizio dell'azione penale o addirittura dopo che e'stata prnonuciata la sentenza di condanna di primo grado, mentre sarebbe logico, almeno in questo caso che il legislatore ne prevedesse il depotenzimento degli effetti".

"La Cassazione versa in uno stato di profonda e visibile crisi di funzionamento e di identita'. I dati statistici, aggiornati al 31 dicembre 2015, segnano l'insuccesso di una strategia mirata alla deflazione delle pendenze e del pesante arretrato mediante il mero aumento della produttivita', fino al limite dell'esaurimento delle energie dei magistrati e del personale". A sottolinearlo, nella relazione di apertura dell'Anno giudiziario, e' il primo presidente della Cassazione Giovanni Canzio. Nel settore civile, "nel 2015 emergono la stabilita' dell'alto numero delle iscrizioni (29.966); l'aumento delle pendenze fino alle attuali 104.561 (+3,8%); l'aumento fino a 44,4 mesi della durata media dei procedimenti; gli insoddisfacenti indici di ricambio (87%) e di smaltimento (20%); l'inidoneita' del pur altissimo tasso di definizioni (-7,1%) e di produttivita' del singolo magistrato (215,7 provvedimenti, il 5,6% in meno) a fronteggiare l'impatto della domanda, a causa dell'ormai avvenuto superamento del limite di impiego delle risorse dell'apparato". Anche nel settore penale, "a fronte di una sopravvenienza di 56.539 ricorsi (-4,1%), le eliminazioni, nonostante l'incremento di produttivita' di ciascun consigliere si avvicinano alla sopravvenienza ma non la superano. Sicche' la pendenza aumenta fino a 35.980 procedimenti (+5,4%)". Peraltro, conclude Canzio, "la durata media dei procedimenti (7 mesi e 9 giorni) resta al di sotto della soglia europea", mentre "il passo di inammissibilita' dei ricorsi resta altissimo (64,2%), e le decisioni di rigetto sono pari al 14,3%, quelle di annullamento con o senza rinvio sono il 19,3%.