Milano-Cortina, Accatino: "La cerimonia di chiusura? Un riscatto per la Rai". E poi spoilera: "Alle Paralimpiadi arte contemporanea e Dardust: che cosa metterò in scena"  - Affaritaliani.it

News

Ultimo aggiornamento: 13:19

Milano-Cortina, Accatino: "La cerimonia di chiusura? Un riscatto per la Rai". E poi spoilera: "Alle Paralimpiadi arte contemporanea e Dardust: che cosa metterò in scena" 

Ad Affaritaliani, il commento del direttore artistico della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, che ha segnato il riscatto della Rai

di Chiara Feleppa

Olimpiadi Milano Cortina, il direttore artistico Accatino: “La cerimonia? Un riscatto per la Rai. Alle Paralimpiadi arte contemporanea e Dardust”

Un riscatto targato Rai dal 30,9% di share negli ascolti tv. La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 conquista il pubblico e certifica il successo televisivo della manifestazione, merito anche della genialità di Alfredo Accatino. Interpellato da Affaritaliani all'indomani della cerimonia, il direttore artistico si dice entusiasta e soddisfatto per il grande successo ottenuto, segno che quanto andato in scena all'Arena di Verona ha fatto breccia nel cuore dei telespettatori.

Se le polemiche hanno accompagnato la cerimonia d’apertura - con tanto di dimissioni del direttore di Paolo Petrecca - la diretta conclusiva dei Giochi invernali è stata invece impeccabile, con tantissimi ospiti e momenti di forte pathos. "Possiamo parlare di un riscatto della Rai, sì", dice senza esitazioni Accatino. "Auro Bulbarelli, del resto, ha grandi capacità professionali, che ho avuto modo di approfondire in contesti lavorativi. Commenti positivi sono arrivati anche da Davide Livermore, celebre regista, a cui è stata affidata la telecronaca su Eurosport. Ha parlato di una cerimonia commovente, e il suo commento, così come i molti altri positivi, ci hanno davvero emozionato", commenta il direttore artistico. 

Beauty in Action

Lo spettacolo, del resto, ha parlato da solo, seguendo il filo narrativo del "Beauty in Action". "Un omaggio alla bellezza del movimento e un’intuizione che ha incontrato un consenso straordinario. Ho letto molti commenti in giro e il successo ha superato le aspettative, non tanto le mie, quanto quelle del pubblico. Le persone si sono ritrovate in una forte identità italiana, riconoscendosi in qualcosa che non fosse polveroso o vetusto", spiega Accatino. 

"'Beauty in Action' è un concetto dinamico, che si è ritrovato uno show messo in scena in un’arena che ha duemila anni più del Colosseo, dove abbiamo portato contemporaneità senza tradire la tradizione. Siamo partiti dalla lirica, poi la musica e le suggestioni orchestrali, per attraversare mondi techno e sonorità contemporanee, fino a chiudere con Thiele e Bolle. Un percorso che ha unito radici e innovazione, memoria e futuro", commenta il direttore artistico. 

L'ambiente

Spazio anche al tema ambientale, con la sezione “Beautiful Land – Water Cycle”: al centro della scena una grande goccia d’acqua luminosa sospesa, dalla quale è emerso Roberto Bolle. "Per la prima volta nella sua carriera, il ballerino è stato protagonista di un’esibizione aerea. Bolle non aveva mai utilizzato un sistema di volo, e ha tradotto in movimento l’idea dell’acqua come origine e trasformazione", spiega il direttore artistico. "Bolle è un simbolo, ma ciò che colpisce è la sua continua capacità di sperimentare. Con lui avevo già lavorato a Torino nel 2006 e, in vent’anni, non ha mai smesso di mettersi alla prova. Questa tensione verso la ricerca è la parte più meravigliosa del suo percorso", spiega. 

Il quadro è cultiminato con l'apertura della goccia che, aprendosi, si è trasformata in un sole: "Un’immagine potente di rinascita e responsabilità. Il tema ambientale è stato centrale anche nel racconto complessivo dei Giochi. L’apertura si è concentrata sull’identità del Paese, per poi attraversare temi trasversali. Tra questi, il rispetto del ciclo della vita: gli sport invernali vivono oggi una contraddizione evidente, con 24 ghiacciai scomparsi in pochi anni. Il Veneto, tra le Dolomiti, rappresenta al tempo stesso la magnificenza e la fragilità di un ecosistema che va protetto", commenta Accatino.

La malinconia italiana

Da Rigoletto, Figaro, Aida, Madama Butterfly e Violetta, personaggi simbolo della grande tradizione lirica europea, nati dalle opere di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini, il racconto ha attraversato secoli di immaginario italiano, mettendo in scena archetipi che appartengono alla nostra identità. Accanto a loro, un salto potente nella contemporaneità. "Achille Lauro è stato un elemento sorprendente e, per certi versi, divertente: complice già nel filmato di apertura, è poi comparso sul palco con 'Incoscienti giovani', portando in scena un sentimento profondamente italiano. È la malinconia del nostro Paese, quella che attraversa anche la commedia all'italiana: si ride, ma sullo sfondo c’è sempre un’ombra, una fragilità, la 'morte del pagliaccio'", dice il regista. 

La sua presenza ha dialogato con la musica elettronica dei Major Lazer, "che hanno 25 milioni di straming e un successo mondiale". "Abbiamo spaziato - prosegue Accatino - dalla tradizione lirica al pop contemporaneo, come parti di uno stesso racconto". 

Il team

Il bilancio è dunque più che positivo che per Accatino, ma il merito non è tutto suo: "Abbiamo lavorato con un team straordinario, e ringrazio Adriano Martella, direttore creativo, e la regista Stefania Opipari. Un grande lavoro di squadra, che va avanti da due anni e mezzo, e che ha portato a risultati straordinari", dice il direttore artistico. 

Nulla sarebbe possibile senza il merito degli atleti. "I veri professionisti sono loro: gli atleti che, con il loro impegno e la loro disciplina, rendono possibile tutto. La cerimonia è stata costruita attorno a questo principio. Abbiamo ottenuto dal Comitato Olimpico Internazionale il permesso di portare in scena le medaglie olimpiche. L’Inno di Mameli ha risuonato davanti a tutti i medagliati. È stata un’atleta, Arianna Fontana, a spegnere quella piccola goccia che custodiva la fiamma olimpica. Un momento davvero emozionante", prosegue. 

Verso le Paralimpiadi 

Il lavoro del team artistico prosegue ora in vista delle Paralimpiadi, al via dal 6 marzo. E Accatino spoilera qualcosa: "La cerimonia cambierà registro: il mood sarà diverso, più orientato all’arte contemporanea e a una dimensione installativa e performativa. Ci saranno tre asset principali. Il primo è quello visivo, con l’artista Mehdi-Georges Lahlou. Il secondo è rappresentato da Jago, scultore tra i più amati dalla Generazione Z, che ha saputo riportare la scultura al centro del dibattito pubblico attraverso un linguaggio classico ma potentemente contemporaneo. Sul piano coreografico ci sarà Yoann Bourgeois, diventato celebre per i suoi video virali, come quelli degli uomini che camminano su scale sospese nel vuoto", spiega. 

Quanto agli ospiti, "la musica avrà un ruolo centrale. Sarà presente Dardust, in una veste diversa: non come cantante, ma come compositore e interprete live, a sottolineare una dimensione più autoriale e cinematografica del suono", dice il direttore artistico. 

LEGGI TUTTE LE NEWS