“La storia, se così la vogliamo chiamare, è durata un paio di settimane. Amante mi sembra una parola grossa”. E’ questa una delle risposte date da Domnica Cemortan, la hostess moldava presente sulla Costa Concordia la sera del disastro, in un’intervista rilasciata al settimanale Oggi, in edicola domani. La donna per la prima volta dall’incidente spiega come è nata la relazione con il comandante Schettino: “Mi sono imbarcata su Concordia il 9 dicembre 2012 e sono scesa il 28. La hostess dei passeggeri russi, che io avrei sostituito, durante un galà mi ha presentato a tutto il personale di bordo. Compreso Schettino… La storia quando è cominciata? Non ho segnato la data, ma era la mia seconda settimana a bordo”.
La hostess quindi aggiunge: “Quando a bordo è presente un certo numero di passeggeri, tutti della stessa nazionalità, il comandante li riunisce in una sala della nave e li accoglie con un messaggio di benvenuto. I russi erano parecchi. Ce n’erano almeno un centinaio ogni crociera. Schettino non parlava il russo ed ero io a preparargli il testo da leggere in pubblico”. Domnica racconta anche quando si è innescata la scintilla dell’intimità: proprio in occasione della scrittura del testo di saluto ai viaggiatori russi, che “va trascritto dall’alfabeto cirillico a quello latino tenendo conto della fonetica… A guidarlo nella lettura ci deve essere una persona di madre lingua. Che per il russo ero io… Eravamo nello studio, annesso alla cabina del comandante”.
Gli incontri quando avvenivano? “Il mio lavoro cominciava il mattino all’alba e finiva a notte fonda. Non sono in tanti a circolare per la nave in quegli orari. Quasi tutti dormono. E si può osare qualcosa di più”, dice Domnica, che spiega: “Ho nascosto la relazione con Schettino per proteggere me, la mia vita privata e anche quella del comandante”. È stato lui a chiederglielo? – domanda il giornalista di Oggi -: “Schettino da quella notte non l’ho più visto né sentito. Credo avesse altro a cui pensare. E mai, dico mai, si è fatto vivo per chiedere una cosa del genere”.
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