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Diaz, Pansa: “Tortosa sospeso”. Santanchè contro il padre di Giuliani

Diaz, Pansa: “Tortosa sospeso”. Santanchè contro il padre di Giuliani
Scontri G8 (7)
“Fabio Tortosa sospeso dal servizio”. Lo ha annunciato il capo della Polizia Alessandro Pansa in merito alle frasi scritte su Facebook dal poliziotto a proposito dei fatti della Diaz. Daniela Santanchè si scaglia contro il padre di Giuliani: “Vuole scuse? Taccia”

Il poliziotto Fabio Tortosa, che aveva preso posizione sulla vicenda Diaz con una nota choc su Facebook, e’ stato sospeso dal servizio. Lo ha annunciato il capo della Polizia, Alessandro Pansa, e il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, su Twitter ha commentato: “Tortosa sospeso dal servizio. Abbiamo fatto il giusto e lo abbiamo fatto presto”.

Tortosa replica: “Si’, mi sento una vittima sacrificale. Rispetto la scelta, ma credo che non esistano i ‘gravi motivi’ che ne sarebbero alla base. Mi sembra di avere chiarito le mie frasi che peraltro restano stupide: dovevo immaginare che sarebbero state fraintese e strumentalizzate. Non c’e’ nessuna apologia di reato, era un grido di dolore lungo 14 anni, un grido di legalita’: la richiesta di accertare una volta per tutte quanto e’ davvero successo quella notte e di cui sino ad oggi sono stati ingiustamente indicati quali unici responsabili gli uomini del VII Nucleo”.

In una lettera a Repubblica, il capo della Polizia aveva preso posizione sulla vicenda della Diaz: “Ne’ io ne’ i vertici della Polizia di Stato che ho l’onore di dirigere abbiamo mai coltivato l’intenzione di rimuovere o sminuire la memoria di quella vicenda”. “Per tale ragione – ha aggiunto – non posso che stigmatizzare il post e nello stesso tempo reagire al comportamento tenuto, facendo ricorso alle procedure disciplinari”. Per Pansa: “La Polizia di Stato, ed i reparti mobili in particolare, sono istituzioni che garantiscono ai cittadini la libera manifestazione del pensiero e di tutti gli altri diritti fondamentali in migliaia di circostanze, pagando spesso un pesante contributo di fatica e di sangue. Il risultato di questo lavoro quotidiano non appare, ma e’ proprio questo che ne certifica l’efficacia”.

Per il Capo della Polizia, “errori e inadeguatezze dei singoli sono purtroppo sempre possibili perche’ gli uomini sono fallibili e perche si opera in condizioni difficili a volte eccezionali. E’ nostro compito evitarli e reprimerli. Ma a distanza di 14 anni trovo ingiusto che ogni singolo episodio venga ricondotto alla vicenda della Diaz gia’ oggetto di pesanti condanne da parte della magistratura della opinione pubblica e dei vertici stessi della Polizia di Stato. Stiano pertanto certi gli italiani che non ci sara’ mai un’altra Diaz”.

Successivamente Alessandro Pansa spiega: “Oggi i reparti mobili, la Polizia di Stato e le forze dell’ordine sono un’altra cosa, sono diverse. Abbiamo altri modelli comportamentali e altre tecniche operative. Siamo tutori e difensori della legalita’ e della democrazia”. “Se c’e’ qualcuno che sbaglia, sbaglia lui – ha concluso il capo della Polizia – e chi sbaglia verra’ sanzionato. La Polizia e’ paladina della democrazia e della liberta’, in tutti i suoi atteggiamenti, su questo non c’e’ dubbio alcuno”. Oltre a Tortosa, anche il dirigente presso la questura di Cagliari, Antonio Adornato, e’ stato rimosso dall’incarico su ordine di Pansa. La decisione a seguito del sostegno dato alle dichiarazioni sulla Diaz, pubblicate su Facebook dell’agente Tortosa.

Santanche’ (FI), vuole scuse? padre Carlo Giuliani taccia – “Il padre di Giuliani vuole le scuse? Ma quali scuse, il figlio Carlo era uno che aveva un estintore in mano e voleva fracassare la testa a un carabiniere. Non era un esempio per i nostri figli”. Lo dice alla Zanzara su Radio 24 Daniela Santanche’, deputato di Forza Italia, parlando di Giuliano Giuliani, padre del ragazzo morto durante il G8 di Genova del 2001, che ha chiesto le scuse al Capo dello Stato per le frasi scritte dal poliziotto Fabio Tortosa sulla scuola Diaz. “Dovrebbe chiedere scusa – aggiunge la Santanche’ – chi ha voluto inaugurare una sala a Montecitorio a suo figlio, un povero cristo che non e’ stato di esempio per nessuno avendo cercato di spaccare la testa alle nostre forze dell’ordine con un estintore. In quella sala intitolata a Giuliani – dice Santanche’ – non ci sono mai entrata, mi vergogno che esista e faccio finta di non ricordarmelo. Voglio che le nostre sale siano intitolate ad eroi non a gente che va in giro con la faccia coperta a tentare di uccidere le forze dell’ordine”.