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Napoli, trapianto fallito: l’avvocato chiede l’accusa di omicidio volontario e gli indagati salgono a sette
La Procura richiede l'incidente probatorio, mentre il legale della famiglia sollecita l'accusa di dolo eventuale

Morte del piccolo Domenico dopo il trapianto: sette indagati a Napoli, chiesta l'accusa di omicidio volontario
La Procura di Napoli ha trasmesso una richiesta di incidente probatorio all’autorità giudiziaria nell’ambito delle indagini sul trapianto cardiaco fallito del 23 dicembre scorso, che ha causato la morte del piccolo Domenico, deceduto sabato. La decisione del giudice per le indagini preliminari di Napoli è prevista nei prossimi giorni. Nel frattempo, gli indagati passano da sei a sette: si è aggiunta una dirigente medico del Monaldi alla prima tranche. L’accusa ipotizzata dagli inquirenti è omicidio colposo, mentre l’avvocato Francesco Petruzzi ha richiesto un inasprimento dell’ipotesi di reato, trasformando l’accusa in omicidio volontario con dolo eventuale.
"Ho depositato un'integrazione - ha dichiarato l'avvocato Petruzzi dopo aver incontrato il pm titolare dell'indagine - dove chiediamo di allargare il perimetro. Chiesta anche la riqualificazione del reato in omicidio volontario e l'applicazione delle misure cautelari".
