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Cronache
Donna denuncia ex marito per abusi sui figli. Li tolgono a lei: “Aiutatemi”

“Non pensavo che Cuneo fosse in provincia di Bibbiano”, ha dichiarato ad Affaritaliani l’avvocato Domenico Morace. Il legale segue l’assurdo caso della signora P. di Cuneo, madre di 4 figli. Le verranno tolti lunedì per portarli a casa dei genitori dell’ex marito, indagato per abusi sugli stessi minori. 

La colpa della donna? Aver denunciato l’uomo e padre dei suoi bambini per abusi sessuali. Dopo la denuncia la donna viene considerata dal consulente d’ufficio del Tribunale affetta da “disturbo di personalità con altra specificazione”, comportamenti paranoici, antisociali e schizofrenici. Diagnosi contestata e contraddetta da una psichiatra dell’ASL di Bologna, la dott. Rita Di Sarro, che ha visitato la madre accertando che questa non presenta “aspetti psicopatologici clinicamente significativi in alcun ambito”. Mentre il processo civile (volontaria giurisdizione) è stato definito con un provvedimento di allontanamento dei 4 figli dal domicilio della madre, contro il quale sarà presentato appello, come ci hanno confermato i legali della donna, il processo penale è ancora in corso con un incidente probatorio che riguarda un’altra perizia disposta dal GIP per accertare l’idoneità alla testimonianza dei ragazzi. Questa perizia si è conclusa con esito negativo, secondo la consulente del Giudice i ragazzi, anche quello che ha compiuto 15 anni non possono essere sentiti come testimoni. 

Tra gli indicatori utilizzati dalla consulente nominata nel processo penale quelli del libro “L’abuso sessuale sui minori”, di Cristina Roccia e Claudio Foti, il direttore del centro Hansel e Gretel e indagato per presunti affidi illeciti a Bibbiano. “Una situazione assurda”, spiega Morace, “sono indicatori privi di qualsiasi valenza scientifica”.  D’altronde Il tribunale civile che ha assunto la decisione non ha voluto sentire direttamente il racconto dei figli, affidandosi esclusivamente all’intervento di un perito. Nella fase iniziale delle indagini i ragazzi erano stati sentiti presso la Questura di Cuneo con l’ausilio di una psicologa del servizio di neuropsichiatria infantile che aveva accertato la genuinità dei racconti scevri da condizionamenti. 

Cosa farà adesso il Gip nel processo penale? Sentirà direttamente i minori per verificarne la capacità a testimoniare e la loro credibilità o delegherà al consulente che di fatto deciderà per lui?

 

Signora cosa sta succedendo?

“Sono sconvolta. Lunedì mi toglieranno i bambini. Piangono e non capiscono perché”.

 

Ci racconti dall’inizio.

"Dopo 15 anni di matrimonio e 4 figli mi sono separata da mio marito. Dopo anni ha iniziato a bere ed è iniziata una escalation in cui era sempre più violento con i bambini ma non c’è mai stato nulla di così grave. Abbiamo deciso di separarci consensualmente i bambini abitavano con me. Poi ho scoperto gli abusi"

 

Ci spieghi.

"Ci sono stati abusi sui bimbi. Tutto è iniziato l’estate del 2018 e mia figlia, sempre imbronciata, ha confidato al mio nuovo compagno che il padre la toccava nelle parti intime. Lui eccedeva sempre nel bere e la domenica mattina, quando ci raggiungeva nel lettone, dopo che mi ero alzava per le faccende domestiche le metteva la mano nelle mutandine. Anche il fratello più grande ha rivelato di aver fatto cose simili e di aver subito abusi simili dal padre. A quel punto stavo per svenire. Mi sono sentita impotente e una stupida".

 

Che ha fatto?

"Ho chiamato il mio ex ed ho preteso di vederlo. Gli ho chiesto se era vero, minacciando di chiamare i carabinieri. Lui ha ammesso e sottoscritto un foglio di suo pugno, firmandolo, dove dice che gli abusi ci sono stati. Sono andata a denunciarlo dai carabinieri che hanno trovato a casa sua anche la foto di un altro dei miei figli in una foto supina sul letto con in primo piano il culetto".

 

E poi?

"Lui è indagato ma dal tribunale civile di Cuneo hanno deciso, senza sentire i bambini né gli insegnanti che li seguono, né leggere le carte che provano quanto accaduto che i figli verrano tolti a me in attesa della decisione del tribunale penale".

 

E dove andranno?

"A casa dei genitori del mio ex marito. I miei figli li conoscono superficialmente. Loro poi sono sempre stati l’ancora di salvataggio per ogni stupidagine facesse il mio ex, nel tempo non sono riusciti a fargli assumere le sue responsabilità, pagavano gli incidenti in auto che faceva, i debiti, lo coprivano sempre. Non so cosa fare. Forse ci si aspetta che vengano affidati al padre".

 

Che pensa?

"Non ho fatto niente di male. Mi sento solo impotente, vuota, delusa. Non sapevo niente. Ho questa tragedia in corso a cui non so come porvi rimedio. Ho cercato di difendere i miei figli al meglio".

 

Non si è accorta di niente in tutti quegli anni?

"No, all’inizio era solo un po' irascibile quando beveva. Delle volte li ha picchiati con schiaffi o al massimo un frustino, ma quando beveva. Ho sempre cercato di trovare una soluzione e mandando lui da uno psicoterapeuta aiutandolo. Inizialmente ci andava poi cambiava idea e si ritornava da capo. Ho sbagliato a non andare dai carabinieri. Ma non volevo metterli contro il padre. Alla fine ha picchiato anche me. Non c’era più via d’uscita e ho deciso che era meglio separarci. Ma mai avrei pensato a degli abusi".

 

Lei e i suoi figli siete seguiti da terapeuti?

"Io da un centro antiviolenza, i bimbi andavano da due psicologi a neuropsichiatria, anche se il più grande non ci sta più andando".

 

E come spiega questa decisione del tribunale civile?

"Non me la spiego. Io mi fido dei carabinieri e della polizia ma una decisione dei giudici così non pensavo fosse possibile. Non so più cosa credere, se credere nelle istituzioni. Non so che pensare. Non ho mai avuto problemi. Lavoro da quando ho 14 anni. Non fumo, non mi sono mai drogata, non ho mai fatto del male a nessuno, non sono una persona problematica. Non mi sento più tutelata".

 

I consulenti del tribunale dicono che non ha capacità...

"Non so perché hanno assunto questa posizione contro di me. Basterebbe fare deporre i miei figli come accade sempre in questi casi e raccontare quanto è accaduto o parlare con le maestre".

 

E ora?

"Lunedì dovrò portarli dai nonni. Forse qualcuno aspetta che ci siano altre violenze sui bambini per intervenire? Mi dicono che forse potrò vederli in un luogo neutro. Si fanno beffe del mio dolore.Sono sotto shock, non capisco perché. Pensano che io mi arrenda ma una madre non può arrendersi quando i proprio figli sono in pericolo. Vorrei fare un appello all’Asl"

 

All’Asl?

"Si l’Asl di Cuneo. Lì dentro altri conoscono la verità. Vi chiedo, aiutatemi per favore, sono una madre con 4 bambini, chi sa parli. Per favore". 

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