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Dramma a Catanzaro, Bruzzone: “Nessuna sindrome di Medea, ma depressione psicotica. La madre ha ucciso i suoi figli convinta di salvarli dal loro destino”

Due di loro, di 4 mesi e 4 anni, sono morti sul colpo insieme alla madre. La terza figlia, di 6 anni, è stata trasportata d’urgenza in ospedale ed è ricoverata in gravi condizioni

Dramma a Catanzaro, Bruzzone: “Nessuna sindrome di Medea, ma depressione psicotica. La madre ha ucciso i suoi figli convinta di salvarli dal loro destino”

Tragedia di Catanzaro, la criminologa Roberta Bruzzone: “Madri sempre più fragili e sole, vanno aiutate prima che sia tardi. Sindrome di Medea? Lettura sbagliata”

Non una vendetta, né la cosiddetta “sindrome di Medea”. Dietro la tragedia di Catanzaro – dove una donna di 46 anni si è gettata dal terzo piano con i suoi tre figli tra le braccia – ci sarebbe piuttosto una condizione di profonda fragilità psicologica. È questa la lettura della criminologa Roberta Bruzzone, che ad Affaritaliani circoscrive l’episodio in uno scenario più ampio: “Parlare di vendetta mi sembra una tesi riduttiva e semplificata. Alla base di gesti come questo c’è quasi sempre una condizione depressiva seria, spesso sottovalutata, non vista e non gestita con la dovuta attenzione, che sfocia poi in atti estremi e disperati. Normalmente, episodi di questo tipo maturano frequentemente all’interno di quadri di depressione grave con componenti psicotiche. Siamo davanti a una madre depressa, convinta che il destino potesse riservare ai propri figli solo una sofferenza ineludibile, e che ha messo in campo un’azione terribile nel convincimento che la morte potesse essere l’unico modo per salvarli dalla loro tragica sorte”.

Bruzzone sottolinea anche come il riferimento al mito di Medea sia improprio: “Medea è una figura che non uccide sé stessa, ma la propria prole con un intento vendicatorio. In questo caso siamo di fronte a dinamiche completamente diverse, che trovano la loro ragione nella disperazione e non nella vendetta. Ricondurre il caso al mito è una lettura totalmente sbagliata. Più che Medea, parlerei con maggiore probabilità di ‘depressione post partum’ dal quale è derivata una condizione psicotica. Se non intercettata, può portare a esiti drammatici. Uno dei bambini, infatti, aveva solo quattro mesi”. La criminologa parla di una “molteplicità di fattori” che possono intrecciarsi: vulnerabilità personali, stress legato alla gravidanza, senso di precarietà e bisogno di stabilità all’interno della coppia. “Quando questi elementi si combinano – spiega – possono far esplodere una condizione di fragilità psicologica profonda. Ed è proprio lì che diventa fondamentale intervenire in tempo. Molte donne vivono la maternità con difficoltà e questo sfocia in una dimensione depressiva che loro stesse non manifestano o che credono di poter risolvere da sole. Ma purtroppo non ce la fanno”.

La tragedia nella notte

Il dramma si è consumato nella notte in via Umberto Zanotti Bianco, nella periferia della città calabrese. La donna si sarebbe lanciata nel vuoto tenendo in braccio i tre figli: due di loro, di 4 mesi e 4 anni, sono morti sul colpo insieme alla madre. La terza figlia, di 6 anni, è stata trasportata d’urgenza in ospedale ed è ricoverata in gravi condizioni. A dare l’allarme sono stati i sanitari del 118. Sul posto sono intervenuti la polizia, la scientifica e il personale della Medicina legale dell’Università Magna Grecia, mentre la Procura ha aperto un’indagine coordinata dal pubblico ministero. Gli investigatori stanno lavorando per chiarire la dinamica e per escludere definitivamente il coinvolgimento di terze persone, anche attraverso l’analisi delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona.

Al momento dei fatti era in casa anche il marito della donna, operatore sociosanitario. Sarebbe stato lui, dopo aver sentito dei rumori, a scendere in strada e a tentare disperatamente di soccorrere i figli prima dell’arrivo dei sanitari. Le testimonianze raccolte parlano di una famiglia apparentemente tranquilla, anche se emergono segnali di un possibile disagio pregresso. Il Comune di Catanzaro ha annunciato la proclamazione del lutto cittadino nel giorno dei funerali, che saranno fissati dopo l’autopsia. Una tragedia che lascia una comunità intera sotto shock e riporta al centro il tema, spesso invisibile, della salute mentale materna e della necessità di riconoscerne i segnali prima che sia troppo tardi.

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