A- A+
Cronache
Fa domanda per terremoto ma non riceve soldi, processato e assolto dopo 6 anni

“Non è giusto quello che è successo. Le notti insonni che ho passato, le preoccupazioni”, racconta ad Affaritaliani.it l’imprenditore agricolo modenese Paolo Stevanin. “Ho letto del caso di cui avete scritto giorni fa, dove la Regione non si é costituita parte civile… invece con me… così vi ho chiamato”.

La costituzione di parte civile interrompe la prescrizione del diritto al risarcimento del danno fino al passaggio in giudicato della sentenza.

Scende dal trattore prima di parlarci, Stevanin. Gli scambi telefonici con lui sono spesso così. Dal tono della voce si può facilmente comprendere non solo il patimento per il processo ma quasi un senso di offesa alla sua onorabilità.

“Sono una persona onesta. Ma mi sono sentito impotente, ad avere la Regione Emilia-Romagna contro, con tutto il suo staff, con un avvocato e delle volte anche 2, per ogni udienza. Io avevo fatto una semplice domanda, non è che volevo i contributi a tutti i costi. Di solito, nel nostro ambiente agricolo, quando si fanno le domande si ottiene una risposta. Al massimo non viene accettata. Io invece sono finito in un processo, durato 6 anni. Ed era tutto chiaro fin dall’inizio. Non è giusto!”.

Nel 2012 il terremoto colpisce duramente la bassa modenese. Lui, tramite un tecnico fa domanda per un suo podere a Novi di Modena, nella Bassa modenese, ma non riceve il finanziamento richiesto. Pensa sia finita lì. Viene invece accusato di tentata truffa ai danni dello Stato, indebiti finanziamenti, in concorso con il proprio tecnico che lo aveva assistito e al quale era stato contestato il falso di una perizia. Tutta la vicenda gira intorno a delle carte che Stevanin dice di aver esibito immediatamente, carte relative al tetto del podere oggetto della domanda. Stevavin fa presente al tecnico che una parte del tetto era già crollata prima del sisma. L’agricoltore pretende venga scritto nel contratto. Il tecnico ritiene il precedente ininfluente e fa domanda. Questa però viene rigettata dalla Regione Emilia Romagna. A quel punto l’Ente pubblico fa degli accertamenti e trova che il crollo parziale del podere c’era stato precedentemente al terremoto. Quindi fa un provvedimento di rigetto, mandando gli atti alla Procura della Repubblica, ritenendo sussistente il reato di tentata truffa ai danni dello Stato. Da qui, nel 2015, nasce il procedimento penale. La Regione si costituisce parte civile.

Non ha fatto lo stesso, come ricordava Stevanin stesso all’inizio della telefonata, per fondi pubblici erogati impropriamente ad un imprenditore e ad una serie di società che Panorama e Affaritaliani.it hanno seguito fin dall’inizio. Nell’inchiesta giornalistica si dimostrava palesemente quanto i fondi fossero stati erogati impropriamente: il cosiddetto “caso Bernardi”. Ma in quella situazione né il Comune di Bologna, coinvolto, né la Regione Emilia Romagna hanno ritenuto di costituirsi parte civile, bloccando i tempi della prescrizione. Il processo penale è finito allegramente in prescrizione a inizio 2021 anche se le accuse dei pm erano gravissime.

"Vedremo le motivazioni del giudice", spiega l'avvocato Enrico Luppi, legale di Stevanin tornando sul caso, “ma immagino siano molto semplici. C'era un contratto con il conferimento dell'incarico, dove Stevanin aveva chiaramente preteso dal tecnico che venisse indicata la problematica dell'edificio ed aveva insistito che venisse inserita. Questo è uno degli elementi che ci hanno salvato”.

Chiediamo a Stevanin. Questi 6 anni hanno portato delle novità nel processo?

“Nelle carte era già scritto tutto chiaro fin dall’inizio. Non mi spiego i 6 anni. Non mi aspettavo un calvario così. Che danno ho arrecato alla Regione non ricevendo neanche un soldo? Forse con il pensiero?”, risponde l’agricoltore. “Eravamo vicini alla prescrizione e ho chiesto di non volerla. Ho detto al mio avvocato ‘voglio andare avanti anche altri 5 anni, non mi interessa quanto dura, quanto costa’. Non è che 6 anni hanno portato delle novità, oltre a farmi spendere qualche migliaio di euro in più. Stiamo valutando con l'avvocato Luppi di chiedere i danni morali perché questa tortura non ha senso. Oltre alle spese legali ci sono anche notti in bianco, tensioni e nervosismo in famiglia”.

Intanto il tecnico che ha presentato domanda è stato condannato in un altro procedimento. Pende sul caso un ricorso in Cassazione.

 

 

 

 

Iscriviti alla newsletter
Commenti
    Tags:
    terremoto emiliafondi terremotoassolto accusato truffatruffa terremoto assoltocaso stevaninicaso vitruvio bernarditruffa emilia parte civile
    in evidenza
    Fine dell'Ue, terremoti, siccità... Nostradamus, le profezie 2022

    Che cosa accadrà il prossimo anno

    Fine dell'Ue, terremoti, siccità...
    Nostradamus, le profezie 2022

    i più visti
    in vetrina
    Meteo, inverno sconvolto dalla Niña. Neve in pianura già a dicembre

    Meteo, inverno sconvolto dalla Niña. Neve in pianura già a dicembre





    casa, immobiliare
    motori
    Land Rover Discovery Metropolitan Edition, design e tecnologia

    Land Rover Discovery Metropolitan Edition, design e tecnologia


    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.