Agevolazione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Con questi capi d’imputazione la Polizia di Modena ha eseguito due mandati di arresto europeo (M.A.E.) nell’ambito dell’operazione “Csum csum” del marzo dello scorso anno, a carico di due ungheresi. Nel luglio 2011, la Squadra Mobile della Questura di Modena ha avviato un’indagine a carico di cittadini di nazionalità ungherese, tra cui alcune donne, dediti alle attività illecite nella provincia di Modena e in altri centri dell’Emilia Romagna. I due soggetti verranno estradati in Italia nei prossimi giorni per essere processati.
Al termine delle indagini, conclusesi nel dicembre del 2011, il 20 marzo dell’anno successivo è stata data esecuzione a 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 3 misure cautelari del divieto di dimora nel comune di Modena. Furono eseguiti altri 3 fermi, poi convalidati, a carico di soggetti aventi la stessa nazionalità e collegati al gruppo criminale. Restavano da catturare, e quindi latitanti, altri cittadini ungheresi rientrati in Patria nel corso delle indagini e che, all’atto conclusivo dell’operazione, non erano più presenti sul territorio italiano.
Grazie alla collaborazione del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, al coordinamento della Direzione Centrale Anticrimine (DCA) e del Servizio Centrale Operativo (SCO) e all’ausilio della Polizia ungherese sono stati localizzati altri 2 soggetti appartenenti al gruppo criminale, per i quali erano stati emessi altrettanti provvedimenti di custodia cautelare dal Gip di Modena (M.A.E., mandati di arresto europeo), eseguiti dalla Polizia locale.
