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Famiglia nel bosco, i figli restano in comunità: il Tribunale rigetta il ricorso e nega il ricongiungimento

La Corte d’Appello respinge il ricorso dei genitori: i minori restano a Vasto. La magistratura ribadisce l’incapacità genitoriale e l’obbligo di scolarizzazione

Famiglia nel bosco, i figli restano in comunità: il Tribunale rigetta il ricorso e nega il ricongiungimento

Niente ritorno a casa per i figli di Nathan e Catherine: “Garantire istruzione e socialità”

Al momento, i tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham rimarranno presso la struttura protetta di Vasto, nel Chietino. Spetterà ora al Tribunale per i minorenni esprimersi su un possibile ricongiungimento familiare. “La Corte d’Appello non ha respinto l’istanza, ma ha trasferito la competenza al Tribunale minorile“, chiarisce il legale Danila Solis, che assiste i genitori della “famiglia nel bosco” insieme al collega Marco Femminella. I gemellini di sei anni e la sorella di otto potranno proseguire le visite con la madre durante il giorno, pur rimanendo sotto la custodia della casa famiglia che li accoglie dal 20 novembre scorso.

Assicurare scolarizzazione e vita sociale

I giudici della Corte d’appello dell’Aquila hanno giudicato improcedibile l’istanza avanzata dai legali della coppia. All’interno del ricorso, presentato lo scorso 18 marzo, veniva posta l’attenzione sull’“unilateralità” di un provvedimento che avrebbe ignorato le istanze dei genitori, basandosi esclusivamente sui rapporti dei servizi sociali a scapito di quelli dell’Asl. Questi ultimi, infatti, sollecitavano “la garanzia di continuità dei legami familiari”. Il collegio giudicante ha inoltre ribadito l’importanza fondamentale di assicurare ai minori un’istruzione idonea e una corretta socializzazione, fattori considerati insufficienti a causa della condizione di isolamento in cui risiedeva la famiglia. Ciò nonostante siano stati confermati dei passi in avanti nel percorso di recupero avviato dal padre e dalla madre.

Aperte nuove azioni legali

I legali che assistono la coppia hanno già depositato ulteriori istanze per sollecitare ancora una volta il ricongiungimento con i figli. La difesa punta sulla tutela del diritto all’unità familiare, rivendicando il rispetto per modelli di vita non convenzionali. Tuttavia, l’autorità giudiziaria ha confermato come prioritaria la necessità di assicurare ai bambini l’istruzione obbligatoria e lo sviluppo in un contesto relazionale adeguato. A pesare sulla decisione è anche la recente perizia del consulente tecnico del tribunale, che ha ribadito il giudizio di incapacità genitoriale nei confronti di Nathan e Catherine.

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