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Fmi taglia le stime di crescita dell’Eurozona. La guerra in Iran pesa più del previsto

“Si prevede che la guerra in Medio Oriente rappresenti uno shock negativo significativo ma temporaneo sul fronte dell’offerta, indebolendo la fiducia e inasprendo le condizioni finanziarie”

Fmi taglia le stime di crescita dell’Eurozona. La guerra in Iran pesa più del previsto

Fmi taglia le stime di crescita dell’Eurozona

La guerra in Medio Oriente e il conseguente aumento dei prezzi dell’energia alimenteranno l’inflazione e penalizzeranno l’economia dell’eurozona piu’ duramente di quanto previsto in precedenza: lo ha dichiarato il Fondo Monetario Internazionale. L’istituzione con sede a Washington prevede ora una crescita dello 0,9% quest’anno nell’eurozona, rispetto all’1,1% previsto ad aprile e all’1,3% di gennaio, prima dell’attacco israelo-americano contro l’Iran alla fine di febbraio. Si prevede che l’inflazione raggiungera’ il 2,8%.

“Si prevede che la guerra in Medio Oriente rappresenti uno shock negativo significativo ma temporaneo sul fronte dell’offerta, indebolendo la fiducia e inasprendo le condizioni finanziarie, con effetti temporanei sull’inflazione”, ha affermato il Fmi in un rapporto sul blocco monetario. Secondo il Fmi, l’attivita’ economica nell’eurozona dovrebbe riprendere slancio nel 2027, con una crescita del Pil dell’1,2% e un calo dell’inflazione al 2,3%.

“Uno shock energetico persistente potrebbe ulteriormente gonfiare l’inflazione e le aspettative inflazionistiche, anche se il calo della fiducia e le tensioni finanziarie potrebbero indebolire la domanda”, sottolinea il Fondo nel suo rapporto. “Queste sfide si aggiungono alle difficolta’ strutturali di lunga data dell’Europa: l’invecchiamento della popolazione e la persistente debolezza della crescita della produttivita’”, aggiunge il Fmi.

La guerra, intensificatasi negli ultimi giorni, ha portato l’Iran a chiudere lo Stretto di Hormuz, una via navigabile fondamentale per il trasporto del petrolio, causando un’impennata dei prezzi dell’energia. Per contrastare questa rinnovata inflazione, la Bce ha aumentato i tassi di interesse giovedi’, a rischio di penalizzare ulteriormente un’economia dell’eurozona gia’ in difficolta’.

“La priorita’ immediata e’ ancorare le aspettative di inflazione e attutire l’impatto dello shock entro i limiti dello spazio di bilancio disponibile”, ha affermato il Fmi, auspicando misure di sostegno “temporanee” e “mirate” per evitare un ulteriore ampliamento del deficit pubblico. Allo stesso tempo, il Fondo ritiene “ancora piu’ urgente” che l’Unione Europea intraprenda riforme strutturali per rafforzare la propria sicurezza energetica, la resilienza economica e il potenziale di crescita.