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Forza Italia Lombardia al congresso tra tregue armate e nuovi equilibri: Sorte verso la conferma, ma cambia la geografia interna

Il 2 luglio il primo congresso regionale della storia azzurra. Dietro la ricomposizione restano tensioni tra correnti, il ruolo dei Berlusconi, la mediazione di Cirio e il nodo Milano 2027

Forza Italia Lombardia al congresso tra tregue armate e nuovi equilibri: Sorte verso la conferma, ma cambia la geografia interna
Forza Italia: Alessandro Sorte e Licia Ronzulli

Alla fine la data è arrivata: 2 luglio, Auditorium Testori di Palazzo Lombardia. Forza Italia celebrerà il primo congresso regionale della sua storia in Lombardia, la regione simbolo del berlusconismo, quella dove più che altrove il partito continua a misurare rapporti di forza, correnti e leadership.

Formalmente sarà il congresso della conferma di Alessandro Sorte, coordinatore uscente e oggi unico vero candidato in grado di rispettare i requisiti interni sulle firme necessarie nelle province lombarde. Politicamente, però, sarà soprattutto il congresso della tregua. Una tregua costruita dopo settimane di tensioni, sospensioni, telefonate romane e mediazioni affidate al governatore del Piemonte Alberto Cirio, vicesegretario nazionale e uomo incaricato da Antonio Tajani di trovare una sintesi tra le diverse anime lombarde del partito. Perché il congresso, inizialmente previsto già a maggio, era stato congelato proprio per evitare una conta interna in una Lombardia attraversata da fibrillazioni sempre più evidenti.

Il peso dei Berlusconi nel “cambio di fase” degli azzurri

Dietro il rinvio del congresso c’è stato anche il nuovo attivismo della famiglia Berlusconi. Marina e Pier Silvio, secondo quanto filtra da ambienti azzurri, avrebbero chiesto un cambio di passo e maggiore rinnovamento nella gestione del partito. Un messaggio arrivato fino ai vertici nazionali e culminato poi nella ridefinizione degli equilibri parlamentari, con la nomina di Stefania Craxi alla guida del gruppo al Senato e quella di Enrico Costa alla Camera.

Una scossa che in Lombardia ha rafforzato soprattutto l’area più critica verso la gestione di Sorte, composta da esponenti come Licia Ronzulli, Alessandro Cattaneo, Giulio Gallera, Cristina Rossello e Graziano Musella. Proprio loro, nelle ultime settimane, avevano insistito sulla necessità di un congresso meno “muscolare” e più condiviso. Alla fine la soluzione trovata sembra essere quella di una governance duale: Sorte verso la riconferma come coordinatore regionale, ma affiancato da un vicesegretario espressione della minoranza interna.

Cattaneo in pole per il ruolo da vice, ma c’è anche Gallera

Ed è proprio qui che si concentra il vero risiko lombardo di Forza Italia. Secondo i rumors circolati nelle ultime ore, il nome oggi più forte per il ruolo di vice sarebbe quello di Alessandro Cattaneo, parlamentare pavese e responsabile nazionale dei Dipartimenti del partito, considerato vicino anche alla sensibilità della famiglia Berlusconi. Ma nella discussione interna continua a circolare anche il nome di Giulio Gallera, esponente dell’ala liberale del partito e figura che alcuni considerano strategica soprattutto in ottica milanese, a poco più di un anno dalle Comunali del 2027.

Il compromesso costruito attorno a Cirio si basa proprio su questo schema: leadership a Sorte ma con un riequilibrio dei poteri interni e una maggiore collegialità nelle decisioni. Non a caso il documento politico elaborato nelle ultime settimane parla esplicitamente di “leadership condivisa”, “valorizzazione delle autonomie territoriali” e confronto preventivo tra segretario regionale e vicevicario sulle principali scelte politiche e organizzative.

Ma dietro le formule diplomatiche, le distanze politiche restano. Uno degli episodi più recenti che hanno fotografato le differenze tra le varie anime azzurre si è consumato l’11 maggio durante Futuro Direzione Nord, a Milano. Interpellata dai cronisti sull’ipotesi di una candidatura di Maurizio Lupi a sindaco del centrodestra nel 2027, Licia Ronzulli aveva risposto con un significativo: “Perché no?”. Una frase breve, ma sufficiente a riaprire immediatamente il dibattito interno. Perché Alessandro Sorte, negli ultimi mesi, aveva invece sostenuto con forza una linea diversa: quella della necessità di puntare su un candidato civico per Palazzo Marino, evitando profili troppo politici o troppo legati agli equilibri tradizionali del centrodestra.

Congresso unitario o pace armata?

Ufficialmente il partito parla ormai di congresso unitario. Rossello, Cattaneo, Gallera e Musella hanno rivendicato “un cambio di passo” e una gestione “realmente inclusiva, collegiale e rispettosa delle diverse sensibilità”. Tajani ha convocato il congresso. Ronzulli parla di dialogo e confronto. Sorte rivendica il consenso costruito sul territorio. Ma nel partito molti continuano a leggere il 2 luglio come un passaggio soltanto interlocutorio. Una pace armata più che una vera pacificazione. Anche perché sullo sfondo si muove già la partita decisiva: Milano 2027. E lì le differenze strategiche, oggi solo accennate, potrebbero tornare rapidamente a galla.