Nuovi dettagli emergono sul caso di Garlasco, uno dei più discussi della cronaca italiana. Al centro dell’attenzione ci sono le impronte rilevate sul dispenser del sapone presente nella casa di Chiara Poggi.
Durante la trasmissione Mattino 5, è stato ricordato quanto riportato nelle analisi: sul piccolo quadrante del dispenser sarebbero stati individuati ben nove contatti papillari, concentrati in uno spazio di pochi centimetri.
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Di questi, due sono stati ritenuti “giuridicamente utili” e attribuiti ad Alberto Stasi. Tuttavia, un elemento chiave è che tali impronte non risultano insanguinate.
Un dato che apre interrogativi importanti sulla dinamica dell’omicidio, considerando che altre tracce – non tutte attribuite – risultano sovrapposte nello stesso punto.
Secondo quanto emerso, almeno un’altra impronta presenterebbe caratteristiche potenzialmente rilevanti per un confronto, ma non sarebbe stata attribuita con certezza.
La concentrazione di così tanti contatti in un’area ridotta e la loro sovrapposizione continuano ad alimentare il dibattito investigativo, mentre la nuova inchiesta cerca di fare luce su eventuali responsabilità alternative o concorrenti.
