Il delitto di Garlasco si arricchisce di nuovi misteri. Che fine ha fatto Marco Poggi? La risposta a questa domanda non c’è, la famiglia di Chiara, subito dopo l’omicidio, ha deciso di proteggerlo in ogni modo e così il fratello della vittima è sparito totalmente dai radar. Il ragazzo non è indagato, ma intorno a lui ruotano alcuni misteri. I genitori di Marco e Chiara ribadiscono una cosa, “nostro figlio era con noi in montagna quando Chiara è stata uccisa“. Ma il suo nome, per quanto molto comune, torna d’attualità per via di un inquietante biglietto anonimo trovato proprio dalla signora Poggi al cimitero sulla tomba della figlia. Rita Preda, la mamma di Chiara Poggi, parla al telefono con l’avvocato Gian Luigi Tizzoni e rivela di aver trovato al cimitero, sulla tomba della figlia, un biglietto che accusa “Marco” del delitto. Nel biglietto c’era scritto: “Ad uccidere è stato Marco“. Dopo averlo trovato la donna si è spaventata: “Sto tremando adesso”, dice parlando con l’avvocato.
A quale “Marco” si faccia riferimento non si sa. Nella conversazione l’avvocato Tizzoni suggerisce che il biglietto potrebbe fare riferimento ad un amico di Alberto Stasi, e non a Marco Poggi. Ma paradossalmente i “Marco” della cerchia Stasi, Sempio, Poggi sono davvero pochi. Perché proprio quel nome? Perché la madre di Chiara dice “sto tremando“? Tutte domande senza risposta. L’unica certezza al momento è che Marco Poggi si trova in un luogo misterioso e che l’amico Sempio, con cui si sente regolarmente, parla di “un luogo lontano”, dove “ha fatto bene ad andare”.
Intanto si provano a ricostruire le mosse del killer, quell’uomo in cortile di cui parlano al telefono le mamme di Chiara e Alberto il giorno dopo il delitto. Quello che è emerso è che il presunto assassino nel tentativo di fuga avrebbe rotto un muretto del giardino dei Poggi, elemento importante, se confermato, per tentare di ricostruire i suoi movimenti dopo l’omicidio. Si parla ora di una possibile fuga per percorsi alternativi, senza attraversare le vie del paese. Se questa tesi venisse confermata, si tratterebbe sicuramente di premeditazione e di qualcuno che conosceva molto bene Garlasco, visto che avrebbe attraversato campi, giardini e addirittura un canale, che ora è in secca. Solo così sarebbe potuto scomparire nel nulla. Misteri irrisolti, prove mai emerse, possibile che il killer non abbia sbagliato neanche una mossa? Uno dei più grandi esperti sul caso, il legale Massimo Lovati, ex legale di Sempio, continua a ribadire: “Il killer è un professionista”, “Chiara aveva scoperto qualcosa di grosso” e i tagli sulle palpebre della vittima inducono a pensare a una vera e propria “esecuzione”.

