Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Garlasco, “luci accese la notte prima nella casa disabitata della nonna e auto in cortile”. Era il killer?

Garlasco, “luci accese la notte prima nella casa disabitata della nonna e auto in cortile”. Era il killer?

L’ennesimo errore investigativo: diversi testimoni notarono strani movimenti, ma nessuno andò a verificare fino in fondo

Garlasco, “luci accese la notte prima nella casa disabitata della nonna e auto in cortile”. Era il killer?
chiara poggi

Il giallo di Garlasco si arricchisce di nuovi particolari, gli inquirenti si stanno concentrando ora su un aspetto un po’ trascurato di questa assurda e terribile vicenda mai veramente risolta. Sappiamo che l’ora del delitto di Chiara Poggi, in base a quanto stabilito dalla perizia della dottoressa Cattaneo, è da spostare più avanti nel tempo, non più intorno alle 9:30 ma oltre le 10. Un particolare non da poco, visto che toglierebbe dalla scena del crimine Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva per questo omicidio. Il fidanzato di Chiara, come accertato dai giudici, alle 10 di quella drammatica mattina del 13 agosto era sicuramente a casa sua al pc a lavorare alla sua tesi.

Le mamme di Stasi e Poggi, parlando al telefono il giorno dopo il delitto, avevano parlato di “un uomo in giardino”, quella mattina. Ma emergono anche strani movimenti nelle vicinanze della villetta, risalenti addirittura alla notte prima del delitto. Il particolare emerso non è un dettaglio da poco, la notte prima del delitto qualcuno avrebbe acceso le luci nell’abitazione della nonna della ragazza, un’abitazione che in quel periodo risultava completamente disabitata, perché la nonna di Chiara in quei giorni si trovava ricoverata in una struttura riabilitativa dopo essere stata coinvolta in un incidente stradale.

Diverse persone sostengono di aver notato le luci accese all’interno nelle ore precedenti la tragedia. Una vicina di casa ha svelato un dettaglio inedito, vale adire che suo marito, un agricoltore che rientrava abitualmente dalla cascina intorno alle 22, aveva notato la luce all’interno della villetta quella specifica sera. Ma c’è di più, qualcuno avrebbe anche aggiunto che in cortile c’era una macchina parcheggiata, mai vista prima in riferimento a quell’abitazione. Nei giorni immediatamente successivi al delitto un maresciallo e un carabiniere si presentarono presso quella casa senza però riuscire a scoprire nulla di più.

I vari testimoni hanno inoltre riferito che la villetta era frequentata occasionalmente da Marco Poggi, fratello della vittima, che però quella sera si trovava in montagna insieme ai genitori, circostanza che rende ancora più enigmatica la presenza di qualcuno in quella casa. Si torna a parlare di Marco Poggi anche nei dibattiti in tv, l’unica certezza è che il fratello della vittima è sparito dalla scena, non si hanno più sue notizie, i genitori cercano in tutti i modi di proteggerlo, anche per via di quell’amicizia mai interrotta con l’indagato Andrea Sempio. “Se in famiglia sanno che Marco telefona ad Andrea significa che non credono che lui sia l’assassino. Mi lascia perplesso – sostiene Giletti a Lo stato delle Cose – che ci sia un indagato con elementi abbastanza seri, una perizia della Procura, e che loro si continuino a sentire”. Giletti ricorda un altro dettaglio, poco tempo dopo l’omicidio la mamma di Chiara è andata al cimitero e ha trovato sulla tomba un biglietto con la scritta: “Ad uccidere è stato Marco”. Altro elemento mai chiarito in questa sempre più assurda e intricata vicenda.