Il delitto di Garlasco resta avvolto nel più fitto mistero, non c’è nessuna certezza su chi abbia ucciso Chiara Poggi in quel drammatico 13 agosto del 2007. Le indagini adesso si concentrano sul nuovo orario del delitto, in base a quanto emerso dalla perizia della dottoressa Cattaneo, elemento chiave in questa nuova fase dell’indagine. Nel nuovo documento viene evidenziato un fatto nuovo, destinato a ribaltare (per l’ennesima volta) tutto. Chiara sarebbe stata uccisa in tarda mattinata, almeno “mezz’ora dopo rispetto a quanto stabilito in precedenza“. Con questi nuovi dati, emersi dalle accurate nuove analisi sulla scena del crimine, sfruttando anche la nuove tecniche dell’intelligenza artificiale e il 3D, Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva per questo delitto, potrebbe essere clamorosamente escluso dalla scena del crimine, mentre l’altro indagato Andrea Sempio, rischierebbe di non avere alibi, proprio per la questione dell’orario. Un nuovo elemento che introduce una variabile nei tempi di percorrenza. In sostanza, quel movimento registrato alle 9:58 non consente di chiarire in modo definitivo dove si trovasse Sempio nei minuti precedenti.
Ci si conentra in particolare su un preciso momento di quella mattinata, le 9.58. Restano però ben distinti i filoni investigativi, da una parte si valutano gli spostamenti di Sempio e dall’altra si analizzano le possibili vie di fuga del killer. In quel preciso istante della giornata, infatti, il cellulare di Sempio aggancia una cella compatibile con uno spostamento verso Vigevano. Un luogo chiave, perché è lì che l’indagato sostiene di essere stato per comprare un libro e ci sarebbe anche lo scontrino “alibi” del parcheggio a confermarlo. Un documento però che non si sa esattamente che origine abbia, non c’è certezza infatti che appartenga a Sempio. Si sono avanzate diverse ipotesi in merito a quel ticket, anche che sia stato l’amico pompiere della madre di Sempio a fornirlo alla famiglia. Ma Sempio insiste: “Ero a Vigevano quella mattina”.
Ma ci si concentra anche su Alberto Stasi, i giudici che lo hanno condannato hanno stabilito che dalle 10 del mattino lui lavorava alla tesi dal pc di casa sua. Se quel nuovo ipotetico orario della morte di Chiara fosse confermato, ballerebbero davvero pochi minuti tra il delitto e l’accensione del computer di casa. Questa nuova ipotesi investigativa toglierebbe quindi Alberto dalla scena del crimine e aprirebbe nuove piste. Ma se anche l’altro indagato a quell’ora era “in zona Vigevano” chi ha ucciso Chiara Poggi? Questa risposta non c’è, ma ci si concentra adesso sulla fuga del killer dalla casa, le sue mosse verso il giardino di casa, in cui le madri di Stasi e Poggi sostengono “ci fosse qualcuno”, sono il nuovo elemento chiave. Dall’uscita del killer dalla villetta dei Poggi potrebbe emergere l’identikit e le mosse (forse anche qualcuna sbagliata) dell’assassino.

