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Garlasco, il Dna del killer (ignorato). “Camminava sul sangue, lo allontanammo”

Emerge un nuovo grave errore investigativo, i due “testimoni” dimenticati

Garlasco, il Dna del killer (ignorato). “Camminava sul sangue, lo allontanammo”
Alberto Stasi, Chiara Poggi e Andrea Sempio

Il delitto di Garlasco continua a essere avvolto nel mistero. Non c’è nessuna certezza su chi abbia ucciso Chiara Poggi in un caldo agosto di ormai quasi 19 anni fa. L’orario dell’omicidio spostato in avanti nel tempo, addirittura, toglierebbe l’unico condannato in via definitiva, Alberto Stasi, dalla scena del crimine. I giudici sono certi di una cosa, il fidanzato di Chiara era al pc e lavorava alla tesi a casa sua dalle 10 in poi di quella drammatica mattina. Ma la perizia della dottoressa Cattaneo sposta l’ora del delitto più avanti, quindi escluderebbe Alberto. L’unico altro indagato è Andrea Sempio, su di lui ci sono prove solo indiziali, nessuna certezza sulla sua presenza in quella casa quel 13 agosto 2007. Il suo alibi, lo scontrino di Vigevano del parcheggio, però perderebbe di valore in caso venisse accertata l’ora del delitto più verso la tarda mattinata.

Ma se si è arrivati a questo punto, con ancora nessuna certezza sul killer, a distanza di oltre 18 anni dal delitto, è anche a causa dei tanti errori investigativi, se ne contano almeno “47”, ma qualcuno sostiene che possano essere anche molti di più. Tra questi c’è anche quello legato ai due gatti di Chiara. Una telefonate tra mamme svela l’abitudine della vittima, di “lasciare aperta la porta per fare uscire Minù e Piuma in giardino”. Ma proprio loro due potrebbero essere stati i “testimoni” di quel delitto, e da recenti dichiarazioni degli inquirenti emerge qualcosa di clamoroso, forse proprio sulle zampine di questi mici era stampato il Dna del killer.

Minù è stata fotografata dai carabinieri intervenuti sul posto per i rilievi quel giorno intorno alle 16.17. In uno degli scatti cercava di scappare, spaventata come tutti i felini per quello a cui aveva assistito, successivamente la stessa gatta è stata fotografata nella lavanderia vicino. Stasi ha comunque riferito di non avere visto nessuna delle due gatte quando si trovava nella villetta e ha scoperto il cadavere della fidanzata. L’infermiere del 118 arrivato alle 14.11, dopo che lui li aveva allertati, ha invece detto di avere notato Minù, e lo confermano anche i carabinieri nel loro verbale: “Il micio era stato allontanato dopo essersi avvicinato al sangue“. Non ci sono invece tracce di Piuma, l’altro gatto è stato ritrovato dietro una poltrona della camera matrimoniale dei genitori di Chiara, terrorizzata per l’accaduto. Un dettaglio, quello delle tracce di Dna sulle zampe di almeno uno dei due mici, incredibilmente non considerato, errore ammesso dagli stessi inquirenti.