Garlasco, analogie con Avetrana: i soliloqui di Misseri svelarono ogni dettaglio
Ormai i pm sono usciti allo scoperto, per l’accusa è stato Andrea Sempio a uccidere Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto del 2007. La svolta, a distanza di quasi 19 anni, è arrivata grazie alle nuove prove raccolte. Non ci sono però, va precisato, elementi schiaccianti nei confronti dell’indagato, tutto ruota attorno a tre indizi di possibile colpevolezza. Il Dna trovato sotto le unghie di Chiara, anche se non è l’unico individuato, la famosa impronta 33 sul muro delle scale che conducono al seminterrato dove è stata trovata Chiara, riconducibile a lui, e poi c’è un terzo aspetto. Si tratta dei soliloqui di Andrea Sempio in auto, dialoghi ad alta voce, nonostante sapesse di essere intercettato. Ma queste parole in libertà fornirebbero dettagli sul possibile movente. Sempio parla dell’approccio con Chiara, del suo rifiuto. Proprio la pista che hanno seguito, in questa nuova fase delle indagini, gli inquirenti.
Ma quei soliloqui possono essere considerati delle confessioni? L’avvocata Taccia è stata netta: “Sarebbe un “babbione” se si auto-accusasse così. Commentava solo dei podcast”. Ma c’è un precedente che potrebbe servire da riferimento, si tratta dell’omicidio di Avetrana del 26 agosto 2010. Furono proprio i dialoghi in libertà in macchina di Michele Misseri, a svelare i dettagli di quel delitto. In un primo momento, infatti, si pensò che fosse stato lo zio di Sarah Scazzi a uccidere la nipote. Poi tutto cambiò quando zio Michele, non sapendo di essere ascoltato, cominciò a parlare al plurale e indicò anche il vero luogo del delitto. Così i pm incastrarono Sabrina Misseri e Cosima Serrano, figlia e moglie di Misseri condannate all’ergastolo per l’omicidio e ridimensionarono le accuse nei confronti dello zio, da omicidio volontario a occultamento di cadavere. Un campanello d’allarme (tutto da verificare) anche per Sempio.

