Garlasco, “il corpo ancora caldo di Chiara alle 17”. Nuovi dettagli
Per capire il perché di diciotto anni di indagini e ancora nessuna certezza sul killer o più killer di Chiara Poggi, basta ascoltare le parole di Gennaro Cassese, il colonnello dei carabinieri che condusse la prima indagine sul delitto. Cassese ammette tutti gli errori fatti dalla sua squadra nel primo sopralluogo. “Non notai subito le impronte di polpastrelli sul pigiama della vittima. È un errore fatto dall’Arma dei carabinieri, perché – dice Cassese a Quarto Grado – quella parte di tessuto doveva essere ritagliata e repertata. Quando poi si eseguì un primo esame necroscopico, rigirando il corpo a terra, il pigiama si intrise di sangue e le impronte si cancellarono“. Poi aggiunge: “Due carabinieri entrano in casa senza calzari”. Dichiarazioni choc che descrivono la catena di errori nella fase cruciale e che lasciano aperte tutte le ipotesi.
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Come quella del doppio killer, tesi rilanciata dall’avvocato di Alberto Stasi. De Rensis ha ribadito la propria posizione parlando di una possibile “pluripresenza” la mattina del delitto e soffermandosi su quelli che definisce punti critici della sentenza di condanna. «Io da subito – ha dichiarato De Rensis – ho detto che sono convinto della pluripresenza“. Un concetto che l’avvocato tiene a precisare: “Non vuol dire fare le stesse cose, calpestare le stesse mattonelle e stare in quella casa allo stesso tempo, ma quella mattina io sono convinto ci fossero più persone”.
Poi c’è il nodo legato all’ora della morte di Chiara, la nuova perizia la sposta più lontana nel tempo. Sull’argomento interviene l’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, che un tempo assisteva Sempio: “Nessuno ha mai puntualizzato un documento essenziale di questa vicenda, che è stato esaminato dalla Cattaneo, avete controllato bene l’ispezione cadaverica fatta da Ballardini alle ore 17? Nonostante i criminologi dicano che sia incompleta perché mancano le temperature, lui – sostiene Gallo a Mattino 5 – dà la temperatura del corpo, che è 33,1°, e quella dell’ambiente, che è di 23°, di che cosa vogliamo parlare? Se il corpo era ancora caldo alle 17 e lui la morte la retrodata a non più di 6 ore, Chiara non può essere morta prima delle ore 10, Alberto sta già fuori. Questo è un documento che peserà sulla perizia Cattaneo, può essere durato anche un secondo l’azione omicidiaria, ma Alberto Stasi stava da mezz’ora a casa. Prima delle 10 Chiara non può essere morta, sono dati scientifici, non sono supposizioni, leggetevi l’ispezione cadaverica, sconfessata da una sentenza, a mio avviso senza dati oggettivi”.

