Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Garlasco, fuga del killer in bici tra le campagne? Testimoni e nuova pista

Garlasco, fuga del killer in bici tra le campagne? Testimoni e nuova pista

Il padre di Sempio sostiene che il figlio fosse a piede e che “non avesse una bicicletta nera, ma rossa”

Garlasco, fuga del killer in bici tra le campagne? Testimoni e nuova pista

Il giallo di Garlasco si fa sempre più misterioso. I pm sono convinti che a uccidere Chiara Poggi sia stato Andrea Sempio, ma la ricostruzione dei possibili movimenti del killer è piena di buchi. Ad esempio ci si concentra sulla fuga dell’assassino dopo l’omicidio e qualcosa non torna. Per il padre di Sempio, infatti, in base a quanto dichiarato nel suo interrogatorio “Andrea era a piedi quel giorno” e quindi non poteva essere sulla bici, come sostenuto da un testimone che ha parlato di “uomo in bici”. Ma c’è di più, la stessa bici avvistata nei pressi della villetta dei Poggi, sarebbe stata poi ritrovata in campagna. A riferirlo è un altro testimone, si cerca di capire quindi l’eventuale correlazione tra i due avvistamenti e soprattutto se il mezzo sia stato effettivamente usato dal killer per scappare.

Nella testimonianza del 4 ottobre 2008 ai carabinieri di Vigevano, Sempio riferì di avere una “bicicletta da uomo di colore rosso, della quale non ricordo la marca, munita di un portapacchi a molla sul parafango posteriore”. Non certo quella nera indicata dai testimoni, anche questo aspetto non torna. Contro Sempio, al momento, ci sono solo prove indiziali non c’è la “pistola fumante”. I soliloqui in macchina per i suoi legali “sono incomprensibili” e non possono essere considerate delle confessioni del delitto. Lui per i pm avrebbe detto ad esempio a un certo punto “stronza”, riferito a Chiara, ma altri periti sostengono che nell’audio lui invece dica “stronzata”, cambierebbe totalmente il significato. Poi c’è la famosa “impronta 33” sul muro, attribuita a lui. Ma anche su quella è scontro.

I legali di Sempio, infatti, ritengono che “forse non è neppure sua“. Liborio Cataliotti a Quarto Grado: “Presto saprete, ci stiamo lavorando”. anche i consulenti della famiglia Poggi nutrono dubbi su quella prova. “L’analisi della 33 si doveva fare nel corso di un incidente probatorio, era un esame – sostiene Dario Redaelli all’Agi – in più che si poteva fare”. L’esperto identifica il “peccato originale” dell’inchiesta. Quell’impronta, per l’esperto, avrebbe dato gli stessi risultati della cavigliera di Chiara. “Se fossero state ancora presenti delle tracce diluite magari avremmo scoperto che c’erano oltre persone diverse da Sempio o da Stasi. Invece non ci risulta, anche dalla discovery seguita alla chiusura delle indagini su Sempio, che sia mai stato fatto e nemmeno che quel materiale sia stato cercato negli archivi dei Ris”.