Sul caso Garlasco continuano a emergere nuovi dettagli inediti, destinati a stravolgere tutto (per l’ennesima volta). Non c’è più alcuna certezza dopo la perizia della dottoressa Cattaneo che colloca l’ora della morte di Chiara Poggi più avanti nel tempo rispetto a quanto si pensava. Nel suo documento infatti si parlerebbe di “mezz’ora dopo la colazione”. Ma con questi nuovi elementi Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva per il delitto, avrebbe un alibi riconosciuto. Lui prima delle 10 del mattino era certamente a casa sua a lavorare alla tesi di laurea, come certificato da diverse perizie informatiche. Si torna quindi a ipotizzare la tesi delle madri di Stasi e Poggi, in quella ormai famosa telefonata del giorno dopo il delitto. Il riferimento è alla convinzione che ci fosse “qualcuno in cortile”.
Proprio in quei momenti, infatti, Chiara avrebbe aperto la porta di casa sua per far uscire uno dei suoi gatti. Mici protagonisti anche al momento dell’arrivo dei carabinieri che hanno dichiarato di averne visto uno dei due avvicinarsi alla pozza di sangue su cui hanno trovato il corpo della vittima. Forse proprio su quelle zampine poteva esserci il Dna del killer, altro elemento importante trascurato dagli inquirenti. La ricostruzione secondo la quale l’omicidio sarebbe il frutto di un’aggressione fulminea, in cui l’omicida avrebbe colto Chiara Poggi alle spalle di sorpresa, senza darle il tempo e il modo di difendersi, non troverebbe riscontro nella nuova ricostruzione.

