Nuovi elementi sulla dinamica del delitto di Chiara Poggi emergono durante la trasmissione Mattino 5.
In diretta, il consulente della difesa di Alberto Stasi, Ghizzoni, ha illustrato la ricostruzione legata a una delle impronte chiave della scena del crimine.
Secondo l’esperto, la presenza simultanea di sudore, sangue e pressione renderebbe la traccia compatibile con un appoggio prolungato.
“Per lasciare quell’impronta bisogna appoggiarsi per qualche secondo”, spiega Ghizzoni.
L’analisi evidenzia un dettaglio rilevante: il soggetto era sudato e in tensione, con un appoggio definito “energico”.
Una ricostruzione ottenuta anche tramite test con manichini, utilizzati per simulare la posizione e i movimenti sulla scena.
