Il giallo di Garlasco regala continui e improvvisi colpi di scena. L’ultimo elemento in ordine di tempo emerso rischia di riscrivere totalmente la storia di questo sempre più misterioso delitto avvenuto ormai quasi 19 anni fa e su cui non si conosce ancora la verità, nonostante una condanna in via definitiva per Alberto Stasi, l’unico che fin qui sembra aver pagato per tutti. Almeno stando a quanto scritto nero su bianco dalla dottoressa Cattaneo nella sua perizia, elemento chiave in caso di rinvio a giudizio. Per l’esperta, infatti, l’omicidio di Chiara Poggi è da posticipare più avanti nel tempo. Non più verso le 9:30 ma più probabilmente dalle 10 in poi. Orario che cambia tutto, visto quanto stabilito nella sentenza di condanna, i giudici scrivono che “Stasi era certamente al pc di casa sua, dalle 10 del mattino e stava lavorando alla sua tesi al pc”. Quindi, Alberto, se questa perizia venisse portata in tribunale dalla Procura, verrebbe escluso dalla scena del crimine.
Nuova “goccia di sangue di Chiara”
Il nuovo elemento emerso rende questo delitto sempre più enigmatico, in casa Poggi infatti i consulenti della famiglia della vittima avrebbero trovato una nuova traccia di sangue, questa volte in cucina, sotto il microonde, in prossimità di un mobiletto. Quella goccia apparterrebbe a Chiara e, se confermata quella presenza, il delitto di Garlasco potrebbe essere (ancora una volta) totalmente da riscrivere. Si era infatti ipotizzata un’aggressione in due-tre fasi, ma a questo punto potrebbero essere addirittura quattro. Il tutto potrebbe essere iniziato in cucina, per poi proseguire sul divano, posto sui cui il legale di Stasi, De Rensis ha svelato: “Nessuno parla delle quattro tracce di sangue trovate sul divano“. Poi ci sono le altre due certezze, il sangue nella zona telefono, proprio dietro al divano, luogo in cui Chiara potrebbe essersi avvicinata per cercare aiuto e i colpi finali sulle scale che portano al seminterrato. Chiara quindi, se tutti questi elementi venissero confermati, avrebbe lottato con il suo assassino.
Più armi usate
E a questo punto, con un possibile omicidio avvenuto in quattro fasi, non è assurdo ipotizzare che le armi usate potessero essere anche diverse, non solo una. La particolarità dei colpi inferti alla povera Chiara indicano proprio questo, la vittima presenta colpi “battenti” ma anche “taglienti”. In caso di uso solo di un martello, sarebbe difficile dare una risposta a quei tagli sulle palpebre della vittima. I consulenti di Andrea Sempio, l’unico nuovo indagato, ipotizzano che l’arma utilizzata possa essere un martello con punta dall’altro lato, ma i colpi così precisi e mirati sopra gli occhi lasciano aperte varie ipotesi. Torna alla mente la tesi di uno dei più esperti su questo caso, l’ex legale di Andrea Sempio, Massimo Lovati: “Quella è stata un’esecuzione, Chiara aveva scoperto qualcosa di inconfessabile e volevano fargliela pagare”. Il suo avvocato Gallo ha aggiunto, “i pm conoscono il movente, si trova nel pc di Chiara“.

